«Referendum, niente firme in Comune»
La protesta di Giuliano Centioni

MACERATA - Dopo un lungo girovagare l'ex consigliere comunale e funzionario Asur si è sentito rispondere che non ci sono i moduli per la sottoscrizione dell'iniziativa per l'abrogazione della legge sull'autonomia differenziata

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Giuliano Centioni

Il referendum per l’abrogazione della legge sull’autonomia differenziata non si può (ancora)  firmare negli uffici del Comune di Macerata. E’ la sintesi dell’esperienza vissuta dal maceratese Giuliano Centioni, ex chimico dell’allora Asur, già consigliere comunale e provinciale nelle coalizioni di centrosinistra.

«Ho letto – segnala Giuliano Centioni – che le firme di sostegno al referendum si potevano raccogliere anche in Municipio e sono andato. Prima tappa nella sede municipale di piazza della Libertà dove ho visto che era tutto chiuso e sono dunque andato nel vicino palazzo Conventati lungo piaggia della Torre. Qui, mi è parso di capire, caduta dalle nuvole e invio in viale Trieste negli uffici dell’ex Distretto militare, ufficio del Personale. Mi sembrava anomalo che ad occuparsi di un referendum fosse l’ufficio del Personale ma comunque sono andato. Qui mi hanno detto gentilmente che non se ne occupavano loro, semmai un altro settore, hanno chiamato un funzionario che, sempre gentilmente, mi ha detto che lui sarebbe pronto ma per raccogliere le firme ci vogliono i moduli che non sono nella disponibilità del Comune». Insomma, un giro a vuoto nei meandri della burocrazia pubblica, una passeggiata utile al cittadino maceratese ad aggiornare le piantine dei vari uffici comunali del capoluogo.

(l. pat.)


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