Acqua pubblica, sit-in in Provincia.
Azione chiama partiti e sindacati:
«Rischiamo di impoverire il territorio»
MACERATA - L'appello del coordinatore provinciale dei calendiani Massimiliano Fraticelli: «Stiamo rischiando di perdere il controllo di un bene essenziale e sempre più prezioso, qual è la risorsa idrica»

L’avvocato Massimiliano Fraticelli, coordinatore provinciale di Azione
di Luca Patrassi
Il coordinatore provinciale di Azione, l’avvocato maceratese Massimiliano Fraticelli, chiama a raccolta sul tema dell’acqua pubblica. In particolare è stato organizzato un sit-in martedì 23 luglio alle 18 davanti alla sede della Provincia. La premessa di Fraticelli: «Voglio subito evidenziare come questo mio intervento sia scaturito dagli ultimi fatti apparsi sulla stampa locale. La politica sta dibattendo su quale natura giuridica dare alla futura società consortile che dovrebbe gestire il nostro servizio idrico: se di primo livello o di secondo livello, mentre il tempo scorre e rischiamo seriamente di creare un danno irreparabile al nostro territorio. Ci stiamo arenando su disquisizione di carattere prettamente politico. O meglio su chi dovrebbe comandare. O meglio ancora, se debba essere la politica a comandare e gestire (primo livello) o se la politica debba nominare e far gestire da qualcun altro(secondo livello). Abbiamo una grande responsabilità. Una responsabilità nei confronti dei nostri cittadini, del nostro territorio e delle future generazioni e del tessuto economico e sociale in generale e in qualche modo anche della sua tenuta».
I numeri del servizio idrico: « Attualmente la gestione dell’acqua produce un fatturato di circa sessanta milioni, centinaia di posti di lavoro, investimenti che vengono decisi sul territorio, un’amministrazione dell’acqua attenta e un indotto di tante imprese che lavorano nel nostro territorio. Se perdessimo il controllo in house del servizio idrico, forse si incasserebbero dei soldi dalla vendita dello stesso, ma in prospettiva quale sarebbe il danno economico e sociale che scaturirebbe da tutto questo? Innanzitutto, perderemo degli utili. Tutte queste società dividono degli utili. Tutte le società che gestiscono l’idrico sono in equilibrio e consentono di fare investimenti, di assumere e di distribuire anche dei dividendi che servono al territorio e vengono reinvestiti nel territorio. Una multinazionale che subentrasse nella gestione del servizio idrico avrebbe la stessa attenzione nella gestione del servizio? L’amministrazione della società verrebbe mantenuta nel nostro territorio o verrebbe spostata? Le nostre aziende collegate al settore idrico continuerebbero a lavorare? I nostri tecnici? I nostri professionisti? In buona sostanza stiamo rischiando un vero e proprio impoverimento del nostro territorio. Stiamo rischiando di perdere il controllo di un bene essenziale e sempre più prezioso, qual è l’acqua».
Gli obiettivi secondo Fraticelli: «E’ assolutamente centrale, prima di disquisire su chi comanda, concentrarsi sulla realizzazione di un serio progetto di aggregazione che ci consenta di capire cosa debba fare la società consortile, con quali risorse, umane, economiche e finanziarie, e che cosa andranno a fare le società operative che rimarranno sul territorio, che dovranno effettuare le manutenzioni, che dovranno fornire i servizi di sportello. Una volta realizzato un progetto valido, sinergico che ci consenta di guardare al futuro del servizio idrico, ci concentreremo su come si debba indirizzare questa società e come debba essere gestita. Il tempo scorre, non ci possiamo permettere di fallire. Non ce lo possiamo permettere per noi, per il nostro territorio, per i nostri cittadini, per le nostre imprese, per i nostri lavoratori, perché non avremmo scuse». L’iniziativa: « Proprio per questo motivo, Azione – informa Massimiliano Fraticelli – promuoverà un momento di riflessione e di incontro con la cittadinanza tutta, con tutti i partiti politici e le organizzazioni sindacali e del terzo settore per martedì 23 luglio, alle ore 18 dinanzi la sede della Provincia di Macerata in Corso della Repubblica, richiedendo un incontro al Presidente Parcaroli. Un’occasione di confronto per rafforzare l’importanza del momento e per richiedere con forza che l’acqua e la sua gestione rimanga assolutamente pubblica».