Una giustizia a portata di cittadino:
nel Maceratese quattro Uffici di prossimità
REGIONE - Con l'approvazione del "Protocollo Prassi", verranno creati dei punti di accesso delocalizzando attività che prima erano disponibili solo nei tribunali. L'assessore Goffredo Brandoni: «Aiutiamo i cittadini, soprattutto le fasce più deboli, ad accedere a informazioni e prestazioni semplificando e decongestionando»

L’assessore regionale Goffredo Brandoni
Avvicinare l’amministrazione della giustizia ai cittadini attraverso la creazione di punti di accesso sul territorio delocalizzando attività che prima erano disponibili solo negli uffici giudiziari: per questo le Marche, dopo aver aderito al progetto del Ministero della Giustizia, apriranno 10 “Uffici di prossimità”. E’ stato approvato nell’ultima seduta della giunta regionale il “Protocollo Prassi” che sarà siglato dagli enti locali che li ospiteranno.
Saranno quattro gli uffici dislocati nel Maceratese: due rispettivamente a Tolentino e Treia, mentre altri due sono stati assegnati alle unioni montane Marca di Camerino e dei Monti Azzurri. A queste si aggiungono Fabriano per l’Anconetano, Rapagnano per il Fermano, San Benedetto del Tronto per l’Ascolano e le unioni montane Montefeltro, dell’Alta Valle del Metauro e del Catria e Nerone per il Pesarese. Il contributo ministeriale ammonta complessivamente a 1.217.711 euro.
E’ stato denominato “Protocollo Prassi” perché è destinato a durare nel tempo, anche dopo la scadenza del progetto regionale: enti locali e tribunali avranno infatti stabilito “prassi” che permetteranno di mantenere i servizi attivi. «Gli Uffici di prossimità – ha detto l’assessore a enti locali e servizi pubblici locali Goffredo Brandoni – permetteranno ai cittadini, soprattutto alle fasce deboli, di accedere a informazioni e prestazioni semplificando l’accesso a servizi sociali e di giustizia, interagendo con servizi di ambito intercomunale e decongestionando i tribunali».
L’iniziativa si basa sull’idea della giustizia intesa come un servizio di facile e immediato accesso e individua modalità alternative per consentire ai cittadini la fruizione di alcuni servizi rendendoli disponibili in un unico punto vicino al luogo in cui vivono: il servizio riguarda la volontaria giurisdizione, quella in cui la volontà delle parti è risolvere un problema legato a questioni familiari o di salute, per cui è previsto un procedimento giudiziario più semplice.
Il protocollo disciplina l’avvio e la gestione del servizio di prossimità, che consiste nella ricezione da parte degli enti locali delle istanze da inviare ai tribunali tramite punto di accesso al processo civile telematico, senza necessità di assistenza di un avvocato e senza andare di persona in cancelleria. Prevede orari di apertura, personale assegnato, rapporti con i referenti dei Tribunali e con l’utenza, e il monitoraggio dell’attività svolta.
Il Ministero della Giustizia, nell’ambito delle azioni finanziate dal Programma operativo complementare (Poc) al Programma operativo nazionale (Pon) Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, con questo progetto ha voluto promuovere la modernizzazione, la trasparenza, la semplificazione e la digitalizzazione della pubblica amministrazione.