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«Export in flessione,
-4,2% per il Maceratese»

CONFARTIGIANATO ha elaborato i dati Istat per il I trimestre 2024: la media marchigiana è del -4,8%. La performance peggiore di Ascoli con -6%. Il presidente Mengoni: «E' presto per tirare le somme, ma sicuramente siamo preoccupati perché il 2023 è stato un anno di ripresa dell’export e una partenza così in sordina merita attenzione.»

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Enzo Mengoni, presidente di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli-Fermo

«Export in flessione nel I trimestre 2024, con la dinamica che è particolarmente negativa nell’Ascolano, complice il crollo delle esportazioni di medicinali dettato dalla fine dell’emergenza sanitaria mondiale». E’ quanto sottolinea Confartigianato imprese Macerata-Ascoli-Fermo. I dati sono frutto di elaborazioni dell’Ufficio Studi dell’associazione su dati Istat e vedono nel rapporto I trimestre 23-24 flessioni in tutte le province del sud della regione: Macerata -0,6%, Fermo -5,5%, Ascoli Piceno -85,7%.

Andando allora a guardare ai settori a maggiore concentrazione di mpi, lo studio sottolinea: Fermo -4,0%, Macerata -4,2%, Ascoli Piceno -6,0%. La media marchigiana è al -4,8%. Il punto su alcuni settori di interesse. Ascoli Piceno: alimentare +19,6%, articoli in pelle -21,5, moda -17,9%; Fermo: alimentare -6,4, abbigliamento 23,4, moda -4,2; Macerata: alimentare 1,4, tessile, -23,1, Moda -3,5.

«Stiamo parlando di dati trimestrali ed è presto per tirare le somme, – commenta il presidente territoriale Enzo Mengoni – ma sicuramente siamo preoccupati perché il 2023 è stato un anno di ripresa dell’export e una partenza così in sordina merita attenzione. Non dobbiamo, insomma, prendere sottogamba i dati, consapevoli delle difficoltà che con tenacia abbiamo dovuto superare. Occorre infatti tenere alta la guardia e cogliere questi segnali di difficoltà con grande attenzione per intervenire in tempo a scongiurare l’insorgere di crisi più complesse. Penso in particolare a settori storicamente strategici per le economie del territorio come quello della moda, dove la presenza delle aziende alle manifestazioni fieristiche è cruciale per raccogliere indispensabili ordini. Quanto alle esportazioni di medicinali, questo crollo è strutturale e viene segnato in particolare in paesi come la Cina, dove terminate le richieste di approvvigionamenti post pandemia il mercato si è fermato. Ora è il momento, però, di essere al fianco delle imprese produttrici per ripetere quanto di buono fatto lo scorso anno. È fondamentale proseguire verso quella virtuosa collaborazione tra Regione, Camera di Commercio e Associazioni di categoria, agevolando così occasioni di incontro con i buyer internazionali».


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