«Ricattato dopo la videochat hot»
Condannata una 33enne, che si difende:
«I soldi? Vendeva prodotti etnici»

SAN SEVERINO – La donna era imputata dal gup del tribunale di Macerata per aver ottenuto soldi, insieme ad un complice, da tre uomini. Oggi è stata condannata per solo uno dei capi di imputazione (l’estorsione di 995 euro a un settempedano) e assolta per gli altri

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tribunale-macerata-1-650x488Convinti a fare videochiamate hot e ricattati per ottenere denaro: questa l’accusa per un uomo e una donna. Oggi lei è stata condannata a 2 anni e sei mesi con rito abbreviato dal gup (l’uomo invece era stato rinviato a giudizio lo scorso dicembre e per lui il processo si svolgerà con rito ordinario). La donna è stata condannata per solo uno dei capi di imputazione contestati. Sotto accusa una 33enne della Costa D’Avorio, residente a Gallarate, assistita dall’avvocato Giorgio De Seriis. Nel corso dell’udienza la donna ha dato la sua versione dei fatti e ha detto che i soldi che aveva ricevuto erano frutto di vendita ri prodotti etnici che lei fa sulla sua pagina Facebook. La donna oggi è stata condannata solo per uno dei fatti contestati. Si tratta dell’estorsione di 995 euro a un settempedano. L’uomo sarebbe stato contattato tramite Facebook con lo pseudonimo di una ragazza, e invitato a fare videochiamate in cui lui si spogliava e poi dietro la minaccia di pubblicare le registrazioni di questi video lo avrebbero costretto a effettuare due ricariche su una carta Postepay per 995 euro. Il fatto risale all’8 novembre 2021.

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L’avvocato Giorgio De Seriis

L’accusa (ma per questi capi c’è stata l’assoluzione dell’imputata) contestava inoltre che lo stesso settempedano sarebbe stato costretto a versare ulteriori 5mila euro, sempre dietro la minaccia di pubblicare le registrazioni delle videochiamate. Inoltre gli sarebbero stati chiesti altri 10mila euro ma lui si sarebbe rifiutato di pagare. Stessa dinamica per estorcere soldi, continua l’accusa, avrebbero adottato con un altro uomo, in questo caso di fuori regione. Sarebbero riusciti a fargli fare due bonifici: uno da 600 euro e uno da 900 euro. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2016 e il 2022. L’ultima contestazione riguardava un uomo di Udine che sarebbe stato costretto a pagare 2mila euro. Questo nel dicembre 2021. Anche qui, dice l’accusa: l’uomo era stato contattato con uno pseudonimo, in questo caso su Instagram, indotto a effettuare videomessaggi in cui si spogliava e poi minacciato di pubblicare questo materiale se non avesse pagato.

Oggi il pm Enrico Barbieri ha chiesto la condanna a 1 anno e 8 mesi per l’imputata, per la sola estorsione di 995 euro al settempedano. Il giudice Giovanni Manzoni ha deciso per una pena di 2 anni e sei mesi. «Leggeremo le motivazioni della sentenza e faremo appello, riteniamo ingiusta la condanna» dice l’avvocato De Seriis.

(Gian. Gin.)


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