«Spedizione punitiva e rapina»,
cinque condanne e una assoluzione
RECANATI - Sotto accusa un gruppo di pakistani che avrebbero agito dopo che due connazionali avevano lasciato il datore di lavoro. Prosciolto il presunto mandante
Una spedizione punitiva verso due connazionali per questioni di lavoro con tanto di rapina dei cellulari: cinque condanne e un’assoluzione. Il processo si è concluso oggi al tribunale di Macerata. Imputati erano sei pakistani.
I fatti risalgono all’agosto del 2018. Secondo l’accusa tutto sarebbe nato dal fatto che due persone avevano abbandonato il lavoro alle dipendenze di uno degli imputati, Ahmad Irshad, 46 anni (presunto mandante e oggi assolto).
Gli altri imputati sono accusati di essere andati a casa delle due persone che avevano abbandonato il lavoro da Irshad passando ad altro datore di lavoro, e nella notte sarebbero entrati, armati di bastoni (l’episodio è avvenuto a Recanati, in contrada Castelnuovo).

L’avvocato Vanni Vecchioli
Una volta all’interno avrebbero picchiato i due connazionali. Uno aveva riportato una prognosi di 10 giorni, l’altro una prognosi di 7 giorni. Inoltre, continua l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, ai due uomini sarebbero anche stati portati via i cellulari. Da qui le contestazioni di rapina e lesioni.
Oggi Muhammad Iqbal, 45, pakistano, Yousaf Haroon, 24, pakistano, Muhammad Amjad, 32, pakistano, Hussain Ghulam, 35, pakistano, e Abbas Ghulam, 42, pakistano sono stati condannati dal Tribunale a 4 anni e due mesi. Sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Simone Matraxia e Giuseppe Lufrano. Ahmad Irshad, difeso dall’avvocato Vanni Vecchioli, è stato assolto «per non aver commesso il fatto».
(Gian. Gin.)