Tre mesi di arresti domiciliari
e 8 anni sotto accusa: era innocente.
«L’ecstasy nel furgone l’ha messa qualcuno»

IL CASO - Manuel Sampaolo, idraulico di Tolentino, era stato arrestato nel 2016. Oggi è stato assolto con formula piena: Il fatto non sussiste. Dopo la sentenza dice: «Mi sono salvato perché sono stato sempre bravo nella vita. Da otto anni vado a dormire con l’ansia». I legali valuteranno se chiedere un risarcimento per l’ingiusta detenzione

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L’avvocato Giovanna Matteutti, Manuel Sampaolo e l’avvocato Marco Marcucci dopo l’assoluzione

di Gianluca Ginella

«Mi hanno messo l’ecstasy sul furgone, non è roba mia». L’aveva detto subito Manuel Sampaolo quando quel 28 settembre 2016 il suo furgone era stato perquisito dai carabinieri. All’interno sono state trovate 400 pastiche di ecstasy. Rischiava oltre 15 anni di carcere, ma oggi, otto anni dopo, e dopo tre giorni di carcere e tre mesi di arresti domiciliari, Sampaolo, idraulico di Tolentino, 44enne, è stato assolto al tribunale di Macerata. «Il fatto non sussiste» ha detto il giudice Francesca Preziosi. Lo stesso pm in udienza, Stefano Lanari, aveva chiesto l’assoluzione per il 44enne. Non solo, il giudice ha anche trasmesso gli atti alla procura per due persone, Marsel Mati e Valentin Hajdari, albanesi, per valutare eventuali profili di reato commessi ai danni di Sampaolo.

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La droga sequestrata

«Mi sono salvato perché sono stato sempre bravo nella vita. Ho sempre detto che ero innocente. Mai toccato droga in vita mia» racconta Manuel dopo la sentenza, circondato dai suoi avvocati Marco Marcucci e Giovanna Matteucci. I due legali gli sono stati sempre al fianco, lo hanno difeso, hanno indagato per far emergere la verità. Quella che Sampaolo sosteneva sin dall’inizio «qualcuno mi ha messo la droga sull’auto». E quanto emerso al processo porta in quella direzione. Quel 28 settembre 2016, il giorno che ha sconvolto la vita del giovane idraulico era al lavoro a Porto Potenza, in un locale della movida. «Stavo sistemando un bagno, avevo lasciato il furgone aperto, sarà rimasto aperto circa tre ore» racconta. Non poteva immaginare che di lì a poco sarebbe stato arrestato per spaccio. «E’ da allora che vado a dormire con un po’ di ansia. Rischiavo 15 anni oggi» dice Sampaolo. Una vicenda che lo ha anche danneggiato sul lavoro «c’erano persone che dicevano che non volevano avere a che fare con me dopo l’arresto». Ma era innocente. «Un altro elemento che lo ha salvato – dice l’avvocato Marcucci – è la perizia dei Ris svolta sugli involucri in cui si trovava la droga. Non c’erano le sue impronte digitali. C’erano delle impronte ma è stato escluso che fossero le sue e non si è risalito a chi appartenessero». E sulla possibilità di chiedere un risarcimento per l’ingiusta detenzione, Marcucci dice «Valuteremo se chiederlo».

Idraulico in manette: vendeva ecstasy per la movida

“L’ecstasy non è mia, qualcuno l’ha messa nel furgone”


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