Risate amare con Bergonzoni:
i suoi errori parlano di guerra e migranti,
le gag più gradite sono sui politici

IL FESTIVAL Macerata Racconta chiude con il comico bolognese una edizione molto partecipata. Cineteatro Italia preso d'assalto e pieno in ogni angolo per ascoltare gli strafalcioni lessicali che gettano una nuova luce sull'attualità. Nel pomeriggio sul palco la dozzina dei finalisti del Premio Strega

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Alessandro Bergonzoni al Cinema Italia

di Marco Ribechi

Macerata Racconta chiude con il pienone, cinema Italia al completo per Alessandro Bergonzoni. Non sono bastate le poltrone del cineteatro Italia di Macerata per contenere i tantissimi curiosi che hanno popolato il centro cittadino del capoluogo, affluendo agli eventi del festival letterario incentrato per l’edizione del 2024 sul tema “Gli Errori”. Un argomento di cui, anche in città, si potrebbe parlare per settimane senza arrivare a una conclusione e che, evidentemente, ha appassionato i maceratesi capaci di riempire ogni spazio messo a disposizione dal festival, a riprova che sono gli eventi e non i parcheggi in piazza a popolare il centro cittadino. Così è stato anche nella serata quando la spinosa e a tratti vorticosa comicità di Alessandro Bergonzoni ha cercato di accendere delle lampadine nel pubblico, giocando con i concetti di nonsense, attribuzione di significato e incomprensioni.

bergonzoni-2-325x217Quello del comico bolognese in realtà è stato uno spettacolo lessicale fatto di strafalcioni, errori grammaticali, parole inesistenti ma in grado di veicolare significati profondi e inediti. Come nel caso della “congiungivite”, una sindrome che permette di unire le persone, oppure l’epoca del “Restituimento” che, dopo il Rinascimento e il Risorgimento, si propone di ridare ai paesi sfruttati e colonizzati un po’ della ricchezza rubata negli ultimi secoli. E ancora “l’asilo politico”, ovvero quella istituzione che dispensa merendine ai politici dopo che hanno bisticciato come bimbi in Parlamento. Proprio le gag pensate sui politici, ormai nemmeno più identificati o chiamati per nome, sono quelle più gradite alla platea. Le parole di Bergonzoni permettono di mostrare il mondo da un altro punto di vista, a conferma che spesso le parole sono fatti e i termini usati denotano anche una visione dell’esistenza. «Mi piacerebbe aprire un nuovo giornale – racconta Bergonzoni – che chiamerei il Non Fatto Quotidiano. Qui scriverei tutto ciò che non è stato fatto per evitare di arrivare fin lì». Chiara la critica agli scenari di guerra contemporanei dove la diplomazia mondiale avrebbe potuto sistemare le cose invece che arrivare ai bombardamenti su civili e bambini.

«Curioso che l’azienda che produce i velivoli per bombardare le case si chiami proprio Leonardo – dice Bergonzoni – Leonardo è l’autore dell’ultima cena e in effetti immagino i palestinesi a tavola intenti consumare le loro ultime cene prima di ricevere una bomba in testa, chissà quante ultime cene». Restando sulle tragedie della contemporaneità: «Anche la parola Sterminato oggi ha assunto un significato differente – continua Bergonzoni – prima si intendeva un cielo infinito, senza limite, oggi invece quando la sentiamo pensiamo ad annientato, spazzato via, polverizzato». E sono molte le parole errate capaci di mostrare altrettante assurdità degli scenari attuali, soprattutto legate alle continue morti di migranti e ad altre catastrofi che continuano ad avvenire nell’indifferenza generale. Ecco quindi che le risate della platea a volte stridono con le tematiche incisive messe sul piatto da Bergonzoni, creando anche nella sala un’atmosfera in parte assurda e surreale, come una presa di coscienza che però si ferma alla fruizione di uno spettacolo. Il pubblico ha decisamente gradito la performance facendo risuonare nel salone i suoi applausi abbondanti uniti anche al momento del firmacopie, con cui l’attore si è definitivamente congedato dai presenti chiudendo il 2024 di Macerata Racconta.
Nel pomeriggio invece, nell’ambito della rassegna, sul palco sempre del cinema Italia, si sono ritrovati autori e autrici della dozzina finalista del Premio Strega che comprende il recanatese Adrian Bravi.

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Di seguito la galleria fotografica di Fabio Falcioni sui finalisti del premio Strega al cinema Italia

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Il recanatese Adrian Bravi

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