«Suo figlio è stato arrestato,
c’è da pagare una cauzione»
E le portano via 20mila euro

MONTECASSIANO - Denunciati padre e figlio che si erano fatti consegnare oro e contanti da una anziana quando a casa si è presentato un uomo dicendo di essere un avvocato. Indagine dei carabinieri

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di Gianluca Ginella

Una telefonata di un uomo che dice di essere l’avvocato che assiste il figlio arrestato e chiede soldi. È cominciato così l’incubo di una anziana di Montecassiano che è caduta nel tranello di due truffatori, ora denunciati dai carabinieri, che le hanno portato via circa ventimila euro tra oggetti d’oro e contanti. I sospettati sono un uomo di 49 anni e il figlio di 25. Se a loro si è arrivati ora, la truffa risale ad un anno fa.

Di mattina una donna anziana riceve una telefonata. «Suo figlio è stato arrestato, è rimasto coinvolto in un incidente stradale mortale» questo in sintesi il contenuto. A dire quelle parole un uomo che si spaccia per avvocato. Le parla di una cauzione da pagare se vuole che il figlio torni libero. Manco fossimo in America. Ma evidentemente i truffatori sanno che qualcuno potrebbe cascarci. E l’anziana madre, preoccupata per le sorti del figlio, purtroppo crede al truffatore.

Uno dei malviventi si presentata a casa della donna. Mica in sneakers e jeans, lo fa tutto elegante e quando suona alla porta la donna si trova davanti un uomo distinto. Che senza troppi scrupoli fa all-in: si prende tutti gli oggetti d’oro (per un valore di 16mila euro circa) e tutti i contanti (2.400 euro) che la donna aveva in casa e che consegna al distinto truffatore pensando di poter veder tornare libero il figlio. E lo vede, libero, quel pomeriggio quando inconsapevole di tutto, ritorna a casa dal lavoro. «Arrestato? Io?». No, non è stato arrestato, era solo al lavoro. Scatta la denuncia ai carabinieri di Montecassiano e partono le indagini.

C’è una pista, quella del signore che si è presentato a casa della donna. I carabinieri analizzano le telecamere di videosorveglianza. Si cerca un’auto ma quel giorno ne sono passate migliaia. E alla fine queste indagini si concludono in nulla. Però i carabinieri non rinunciano. E alla fine si sblocca qualcosa. Lo scambio di informazioni con i colleghi di altri comandi si rivela determinante. Ci sono stati altri fatti analoghi su cui sono in corso indagini su reati commessi con modi identici. E grazie a questo i carabinieri riescono a risalire ai presunti autori del raggiro: denunciati un 49enne e suo figlio di 25 anni, campani.

(Ultimo aggiornamento alle 18,10)


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