Form anticipa la Pasqua
e porta a Vienna il Lauro Rossi
MACERATA - Due straordinarie composizioni di Schubert e Haydn hanno raccolto consensi per il penultimo appuntamento di Sinfonica 24. Ospiti il direttore Michelangeli e l'attrice Chiara Baschetti come voce narrante

Il direttore Umberto Benedetti Michelangeli accompagnato dalla Form e dall’attrice Chiara Baschetti
di Marco Ribechi
Il teatro Lauro Rossi di Macerata anticipa la Pasqua con lo stupendo concerto dell’Orchestra Regionale delle Marche. La notte di Sinfonica24, la rassegna musicale che vede protagonista la Form, arrivata al suo sesto e penultimo concerto per la rassegna Geografie Musicali, questa volta approda nell’Austria Imperiale per stupire con la Pasqua Viennese.
Un concerto diviso in due parti: la prima dedicata a Franz Schubert attraverso la meravigliosa Ottava Sinfonia in si min. D 759 (settima nei cataloghi più moderni) detta anche Incompiuta, la seconda invece rivolta a Franz Joseph Haydn con Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce. Tra gli ospiti per questo ciclo di concerti il direttore Umberto Benedetti Michelangeli, già vincitore del premio “Franco Abbiati” e autore di una prova decisa, convincente e molto applaudita, e l’attrice Chiara Baschetti, voce recitante dei testi che hanno scandito le nove parti dell’opera di Haydn. Volto noto della fiction “Il paradiso delle signore” ha proposto letture di Don Renato Laffranchi, Padre Ermes Ronchi, Franca Grisoni, Don Paolo Scquizzato, Diego Fratelli, Mario Luzi e Charles de Foucauld legate alla passione di Cristo.

Il direttore Umberto Benedetti Michelangeli
Il brano di Schubert, come spiega anche il titolo stesso, è rimasto incompiuto per oscuri motivi lasciandoci solo due movimenti completi e un terzo abbozzato. Allo stesso tempo le sue caratteristiche stilistiche sono estremamente identitarie, fondate sul contrasto netto delle melodie, una dolce e struggente che viene però costantemente quasi devastata da sonorità più tragiche, cupe e violente. L’ascoltatore resta in parte sbigottito ma anche affascinato dalla trasformazione del tessuto sonoro con i movimenti degli archi che passano dal quasi impalpabile a una potenza devastante, dando quasi l’idea di una tragicità che non vuole essere mostrata in tutta la sua deflagrazione. Forse i tempi non erano ancora maturi per riversare sugli ascoltatori questa cupa carica emotiva, passo che avverrà nei decenni successivi in particolare grazie agli autori russi. La seconda metà del concerto invece richiama la Pasqua e la Passione di Cristo poiché, come trascrive lo stesso Haydn, l’opera è stata commissionata da don José Sáenz de Santa María “un canonico di Cadice [che chiese] di comporre della musica per Le ultime sette Parole del Nostro Salvatore sulla croce”. Nella cattedrale di Cadice infatti era tradizione produrre ogni anno un oratorio per la Quaresima, in cui la musica doveva tener conto delle seguenti circostanze.
La paura del compositore era che l’opera potesse risultare noiosa a causa degli ampi e lunghi adagi che era stato costretto ad inserire. Le Ultime Sette Parole di Cristo Sulla Croce è stata presentata al Lauro Rossi ripristinando la tradizione della meditazione verbale preposta a ciascuna sonata. Dall’opera emerge l’attenzione estrema riposta da Haydn nel cercare di superare la staticità dei tempi lenti imposti, superandola attraverso delle variazioni ispirate dalla sua abilità tecnica e genialità creativa. Come afferma anche Cristiano Veroli “il risultato è una musica che “dice” senza dire, ovvero che comunica, con i soli suoni, l’emozione e il senso profondi, per molti versi ineffabili, delle ultime parole di Cristo sulla croce”.
Il concerto come al solito si è concluso tra gli applausi scroscianti dei presenti che anticipano l’ultimo appuntamento della stagione di Macerata che si terrà il 9 aprile con il Viaggio Sul Reno, musiche di Brahms e Schumann con la direzione di Luigi Piovano e il pianoforte di Boris Petrušanskij.
