«Ho imparato a fare il fornaio da mio padre,
ora trasmetto la passione ai miei figli»
FESTA DEL PAPA' - Andrea Vissani, padre di Mattia e Alice, racconta com'è la loro vita tra casa e bottega ad Appignano: «La nostra attività si evolve per essere al passo coi tempi, ma i bambini, come me, crescono in laboratorio, tra impasti e farina»

di Alessandra Pierini
Gira tutta intorno al forno la vita della famiglia Vissani di Appignano, una attività trasmessa di padre in figlio, in cui anche i più piccoli hanno un ruolo.

Andrea Vissani
Alla guida c’è ora Andrea Vissani, 41 anni: «Mio padre ha aperto il forno nel 1970. All’epoca si faceva quasi esclusivamente pane che era il bene di consumo più diffuso. Poi è iniziata anche la produzione di pizza e dolci della tradizione come i cavallucci e le serpi a Natale, le pizze dolci e al formaggio a Pasqua».
Poi però le cose sono cambiate velocemente: «Ora il pane è un prodotto marginale, quasi un bene di lusso. Facciamo invece gastronomia, pizza e tanti dolci. Oggi ad esempio, per la festa del papà, le zeppole di San Giuseppe sono andate a ruba. Le cose sono cambiate e, soprattutto dopo il Covid, i ritmi si sono accelerati moltissimo. Il nostro punto di forza è stato la capacità di adattarci ai cambiamenti».
E se il Forno Vissani è in continua evoluzione dal punto di vista dei prodotti e dei servizi, è invece strettamente legato alla tradizione dei nonni di organizzare casa e bottega nello stesso stabile e di impegnare tutta la famiglia, nessuno escluso.

Andrea Vissani con la moglie Virginia Palmieri
«Lavoro con mio padre – ricorda Andrea – da quando ero piccolo e ho conosciuto persino mia moglie nel negozio. Virginia (Palmieri ndr) è stata assunta da noi poi è nato qualcosa e oggi condividiamo la famiglia e il lavoro. I nostri bambini, Mattia di 6 anni e Alice di 4, si alzano la mattina e ci raggiungono in laboratorio. Per questo è una comodità anche se poi si rischia di non avere una vita fuori dal lavoro».
Come è stato per Andrea, anche Mattia e Alice crescono a fianco di mamma e papà: «Mattia e Alice – racconta papà Andrea – prendono la pasta frolla e la lavorano con le formine. Mattia fa le pizzette con la pasta di pane e le mangia per merenda. E’ tutto molto naturale, di padre in figlio e figlia, si trasmettono anche i valori e l’importanza del produrre e mangiare cibo di qualità».

Mattia, 6 anni, aiuta papà e mamma

Alice, 4 anni, in laboratorio



Complimenti.
Senza pane non si vive.
intelligenza, passione, una accoppista vincente…..