Violenza contro le donne, la dirigente Peroni:
«Basta una segnalazione dei vicini,
ognuno di noi può fare qualcosa»

LA LEGGE - Patrizia Peroni, primo dirigente dell'Anticrimine di Macerata spiega le novità introdotte dalla legge 168 del 24 novembre: «Consente per una serie di reati spia, l'ammonimento d'ufficio al primo episodio di violenza e senza richiesta della vittima oltre che su segnalazione di terzi»

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Patrizia Peroni, primo dirigente della divisione Anticrimine

di Alessandra Pierini

«Ognuno di noi può fare qualcosa contro la violenza sulle donne. Anche un vicino, un conoscente, una insegnante possono segnalare episodi e situazioni e far scattare un ammonimento». E’ Patrizia Peroni, primo dirigente dell’Anticrimine della questura di Macerata a presentare le novità nell’ambito delle misure di prevenzione e contrasto della violenza domestica e di genere.

L’ammonimento del questore è lo strumento di prevenzione per eccellenza della polizia contro la violenza di genere. Si tratta di uno strumento di esclusiva competenza del questore, che ha lo scopo di garantire alla vittima una tutela anticipata e rapida; si tratta di un “avvertimento” rivolto dal questore all’autore di violenza (stalker, maltrattante) di astenersi dal commettere ulteriori atti.

La legge 168 del 24 novembre, operativa dal 9 dicembre amplia notevolmente la possibilità  di intervenire con ammonimenti d’ufficio. «Questa legge è uno spartiacque – spiega Peroni – è deflagrante perché consente per una serie di reati spia l’ammonimento d’ufficio al primo episodio di violenza e senza richiesta della vittima. Questo ci consente autonomia di intervento e rapidità visto che l’ammonimento è uno strumento veloce, a seconda della gravità del caso, si ottiene anche in due giorni».

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Il questore Luigi Silipo

«Ricorrere all’ammonimento è molto semplice, – commenta il questore Luigi Silipo – dopo una veloce istruttoria a cura della Divisione polizia anticrimine che servirà per verificare i fatti, si adotterà il provvedimento e l’autore diffidato alla prosecuzione delle condotte». Con la nuova legge si è ampliata la possibilità per il questore di procedere d’ufficio ad ammonire e quindi intervenire al primo segnale di violenza, anche quando questo viene segnalato anche da terze persone. E parliamo di episodi di percosse, lesioni, violenza privata, minaccia grave, atti persecutori, reveng porn, violazione di domicilio o danneggiamento, che sia commesso nell’ambito di violenza domestica.
«Si è ampliata tantissimo – evidenzia la dirigente dell’Anticrimine – la serie di reati per cui si può procedere con un ammonimento oltre al fatto che basta un episodio grave per procedere. Non sarà necessario che la vittima proponga istanza; la segnalazione dei vicini di casa che assistono ad esempio, o di chiunque venga a conoscenza di situazioni di violenza domestica, possono far aprire un procedimento amministrativo per l’irrogazione dell’ammonimento. Le generalità del segnalante non verranno mai rese pubbliche ma ciò consentirà di aiutare le tante donne in difficoltà che da sole non potrebbero farcela».

L’ammonimento, oltre ad essere un provvedimento rapido e incisivo, da una possibilità al maltrattante: «La persona ammonita – spiega Peroni – dopo 3 anni senza recidive e in cui ha preso parte al corso di recupro per uomini maltrattanti che a Macerata si svolgono in via Roma, può chiedere la revoca».


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