Disturbi alimentari,
lo Sferisterio in lilla
MACERATA - Il Comune aderisce alla Giornata nazionale del Fiocchetto lilla, in programma domani

Lo Sferisterio colorato di lilla
Il comune di Macerata aderisce alla Giornata nazionale del Fiocchetto lilla, dedicata ai disturbi del comportamento alimentare per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, aumentare la consapevolezza sull’impatto che tali patologie hanno nelle vite dei giovani e proseguire sul cammino del miglioramento della qualità della vita dei pazienti e delle famiglie. Domani, accogliendo favorevolmente la richiesta dell’Associazione famiglie con disturbi alimentari, lo Sferisterio sarà illuminato di lilla.
«I disturbi alimentari costituiscono una reale emergenza sanitaria e la loro diffusione, in particolar tra i giovani, ha una rapidità sconcertante e, come evidenziato da recenti studi, in Italia ne soffrono più di tre milioni e mezzo di persone – ha commentato la vicesindaca e assessore alle politiche sociali Francesca D’Alessandro – i disturbi alimentari sono il sintomo di un malessere psicologico che sta aumentando e dobbiamo continuare a lavorare affinché ci sia più attenzione alla salute, al benessere dei giovani e al loro equilibrio interiore per una vita sana e bilanciata».
Questi disturbi, in particolare l’anoressia, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (“binge eating”), sono un problema di sanità pubblica e oggetto di attenzione sanitaria e sociale per la loro diffusione, per l’esordio sempre più precoce tra le fasce più giovani della popolazione (anche nei bambini di 8-9 anni) e per l’eziologia multifattoriale complessa. A esserne colpita è principalmente la popolazione femminile con un rapporto tra femmine e maschi di circa 9 a 1, anche se il numero dei maschi è in aumento soprattutto in età adolescenziale e pre-adolescenziale. I disturbi del comportamento alimentare, se non diagnosticati e trattati precocemente, aumentano il rischio di complicanze organiche rilevanti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo con rischio di cronicizzazione e anche, nei casi più severi, di mortalità, in particolare per quanto riguarda l’anoressia.
Preoccupatevi anche di chi ha problemi alimentati proprio per mancanza di questi. Soprattutto se ne dovrebbero occupare sti grandi benefattori che fanno parte della politica e ancora più miseramente di piccole realtà locale che amano riempire pagine di giornale per invitare a fare domande visto che ” la fame ” ora non si vede più se non accompagnata almeno da un Isee. Mi dicono che lo richiedono pure in qualche Caritas, non so se sia vero.
Ma vi pare che i locali rinuncino agli apericena et similia??? Mica sono autolesionisti!