Il fiume Potenza è quasi in secca,
un livello che non si vede nemmeno d’estate
Proseguono i lavori della Regione (Foto)
MACERATA - Carenza idrica per il fiume. Intanto avanzano le opere per 2,2 milioni di euro per sistemare l'alveo tra Sambucheto e Villa Potenza. In corso la risagomatura degli argini

Il fiume Potenza desso
di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)
Sta cambiando decisamente aspetto il tratto del fiume Potenza, nel particolare da Sambucheto fino a Villa Potenza. Già solo un primo impatto visivo permette di cogliere le differenze con il fiume che è tornato ad essere ben distinguibile al netto delle centinaia di piante che nel corso dei decenni erano cresciute anche nell’alveo.
Le ruspe continuano a notarsi in azione in questi giorni nell’area della rotatoria al termine del ponte Giovanni Paolo II alle spalle del centro fiere. Opere di sistemazione degli argini. Si tratta di un intervento eseguito dalla Regione con fondi Pnrr per 2,2 milioni contro il dissesto idrogeologico: il progetto è dell’ingegnere Vincenzo Marzialetti, dirigente del settore Genio Civile Marche Sud. Il piano delle opere consiste nella pulizia delle sponde e dell’alveo, nel ricentramento del fiume all’interno dell’alveo, nella sistemazione spondale dei fondi in erosione con la posa in opera di pennelli e di gabbionate.
Le ruspe sono al lavoro da mesi, dopo decenni di attesa per un intervento che mira anche a contenere le ondate di piena i cui effetti si sono visti più volte in questi ultimi decenni lungo la vallata del Potenza. E’ anche vero che parlare di ondata di piena in questi giorni sembra cozzare con una realtà che indica come il fiume sia a livelli che si vedono raramente perfino d’estate: il Potenza è quasi in secca, appunto in periodi nei quali si assisteva spesso a ondate di piena.








E’ tutta colpa dell’inverno molto anomalo e asciutto a causa dei cambiamenti climatici in atto.
l buon contadino, appena si alza al mattino, leva lo sguardo al cielo, riconosce i segni delle stagioni, le nuvole e i venti che possono portare il sereno o la tempesta. Quando al mattino anche io alzo lo sguardo al cielo, mi accorgo che ci sono segni particolari, spesso ci sono croci oppure striature, righe, righelli vari, ventagli, spruzzetti, fiocchi, virgole di colore biancastro che si sono prodotti dopo il passaggio degli aerei e che poi non si dissolvono, ma permangono nel cielo fino a pian piano velarlo, oscurarlo, renderlo di un colore artificiale, brutto, grigiastro che opprime lo spirito. In ogni caso ci sono segni evidenti di qualche cosa di strano che non va. Chiedo ai contadini, chiedo alla gente comune e ai nostri governanti se anche loro vedono quello che vedo io e se anch’essi si siano fatti delle domande, come me le sono fatte io, che sono andata con un’amica all’agenzia territoriale deputata al controllo dell’aria Arpav a chiedere che cosa siano questi segni, se fosse realmente condensa e vapore acqueo tutto quello che si vede e se siano state analizzate le acque piovane, l’aria e insomma se si possa sapere di più su questo fenomeno, dal momento che la fisica dice che la condensa degli aerei si forma a certe condizioni, ovvero ad almeno 8000 metri di quota, umidità dell’aria ad almeno il 70 per cento e la temperatura inferiore a – 40 gradi e dal momento che, di sicuro, gli aerei che sfrecciano e righellano sopra le nostre teste, visibili come sono a occhio nudo, non volano a 8 chilometri di altezza (e questo lo riconosce pure un bambino).
Data questa premessa e aspettando la risposta dell’Arpav, avendo partecipato al convegno sul cambiamento climatico organizzato per l’apertura della Fiera Agricola di Bovolone, mi sono resa conto che tutti i responsabili del settore agricolo, anche a livello politico, queste domande non se le fanno proprio, ma a questo punto spero che se le facciano i contadini, che oggi chiedono la fine delle politiche europee che alimentano tutta una serie di problematiche di concorrenza spietata tra paesi produttori della UE e anche extra UE e il loro immiserimento mentre, ricordando Leopardi, un tempo vedevano che “…Già tutta l’aria imbruna, torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre giù da colli e da tetti, al biancheggiar della recente luna”.
Il cielo oggi non è normale. Non è più il nostro cielo. Ridateci il nostro cielo.
Giulia Cortella
Verona, 4 febbraio 2024
https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2013/10/v-rapporto-sul-clima-ipcc-l2019uomo-responsabile-al-95-del-cambiamento-climatico Questo è quanto affermano coloro che fanno per mestiere da anni quello di scienziati e ricercatori. L’era degli sciamani è finita da secoli, ma ci sono ancora persone che non se ne sono accorte. Ma i più pericolosi in realtà sono coloro che negano l’evidenza non per ignoranza, ma per mantenere posizioni di predominio economico.
Ci toccherà ribattezzarlo Impotenza.
@Giulia Cortella
Il nostro cielo ce lo stanno ridando. Sì: ci agevolano il trasferimento in Cielo…
Fosse solo il Potenza che è in secca non sarebbe un problema.
Già oggi 29-2 a sole poche ore dalla vostra gufata di cambiamento climatico è piovuto copiosamente ed il bacino del fiume potenza finalmente pulito ed allargato portava molta più acqua. Mi dispiace per alcuni che soffrono di polidipsia .
La scienza è illusoria, mendace, ingannevole e inconsistente come ogni altra creazione umana.
Non limitatevi a fotografare il fiume Potenza dai ponti e far vedere quello che ognuno di noi vede,camminate lungo gli argini e vi renderete conto come le ruspe stanno massacrando il fiume senza alcun rispetto ambientale distruggendo l’ecosistema,era un’oasi ora lo stanno trasformando in un canale di scolo.Sarebbe stato necessario e utile intervenire nei punti critici, ma hanno scelto la via più facile con le ruspe. Vergogna infinita.