«Dalla droga si può uscire
ma non da soli»

CORRIDONIA - E' il tema del dibattito che le associazioni “La Rondinella” e “Con Nicola oltre il deserto dell’indifferenza” organizzano per venerdì prossimo 1° marzo alle 21,15 al Teatro Lanzi. Un ragazzo e una ragazza racconteranno la loro esperienza a San Patrignano

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L’avvocato Giuseppe Bommarito

“Dalla droga si può uscire, ma non da soli”, è questo il tema del dibattito che le associazioni “La Rondinella” e “Con Nicola oltre il deserto dell’indifferenza” organizzano per venerdì prossimo 1° marzo alle 21,15 al Teatro Lanzi di Corridonia.

«Si parlerà – scrivono gli organizzatori – della facilità con la quale si entra, anche in giovanissima età, nel tunnel della droga e della enorme difficoltà, una volta instauratasi una tossicodipendenza verso una o più sostanze, di uscirne in maniera definitiva e radicale. Molti ragazzi e ragazze, quando iniziano ad assumere droghe, pensano ingenuamente, come viene loro detto dagli spacciatori, di potersi gestire, di poter smettere in qualsiasi momento, di potergliela fare da soli o con l’aiuto della famiglia a venirne fuori.

Ma è un’illusione, in realtà le cose non funzionano così, non esiste la pillola che risolve tutto in un attimo, le droghe, tutte, sono troppo potenti e ben presto sovrastano la volontà del singolo, che, ad un certo punto, quando inizia a sentire il peso della schiavitù, vorrebbe sinceramente smettere, magari ci riesce per qualche giorno o per qualche settimana, ma poi non ce la fa più a contenersi, le crisi di astinenza diventano sempre più forti ed ingestibili, e si va così incontro ad una serie continua di ricadute e di fallimenti, rendendo la situazione sempre più pericolosa. Per uscirne, a fronte di una tossicodipendenza consolidata, occorre, un periodo di comunità terapeutica, dove, con gli specialisti del settore e con il tempo giusto, venga eliminata non solamente la dipendenza fisica, ma anche quella psicologica, ben più resistente e difficile da combattere».

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Gaetano Angeletti

Nel corso del dibattito, coordinato da Gaetano Angeletti, Giuseppe Bommarito e Francesco Giubileo, racconteranno la loro esperienza due ragazzi che, tramite la Rondinella, hanno affrontato con successo, riprendendo infine in mano la loro vita, il percorso comunitario a San Patrignano, e una donna che parlerà dell’esito infausto dei tentativi di suo marito di uscire da solo dalla schiavitù dell’eroina. Sono invitate, oltre alla cittadinanza, tutte le autorità comunali e provinciali.

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