Asta per fornire servizi di riscaldamento,
Ad e dirigente Cpm assolti in Cassazione:
nessuna corruzione nè turbativa

RECANATI - L'azienda aveva vinto nel 2014 la gara indetta dal comune di Montecastrilli su cui poi la procura di Terni aveva aperto una indagine. Sotto accusa erano finiti sia alcuni componenti della commissione che due figure apicali della ditta. In primo grado condanne a tre anni, poi tutti assolti in appello e la Suprema corte ha confermato oggi i proscioglimenti con formula piena

- caricamento letture
coppi-cofanelli

L’udienza a Roma con gli avvocati Franco Coppi e Gabriele Cofanelli (rispettivamente secondo e primo da destra)

Corruzione e turbativa d’asta per la fornitura di servizi di riscaldamento nel Comune di Montecastrilli, assolti in via definitiva dalla Cassazione l’ad e un dirigente della Cpm Gestioni termiche di Recanati e gli altri imputati (alcuni componenti della commissione giudicatrice). Per l’azienda erano imputati l’ad Luca Tramannoni e il dirigente Massimiliano Sanzogni. Gli imputati erano stati assolti con formula piena già dalla Corte d’appello di Perugia: il fatto non sussiste. Ora è arrivata la conferma della Cassazione.

La vicenda aveva tratto origine da una gara di appalto, del 2014, indetta dal comune di Montecastrilli e vinta dalla Cpm. Sulla gara la procura di Terni aveva ipotizzato sia il reato di turbativa d’asta che il reato di corruzione nei confronti di alcuni pubblici ufficiali. In primo grado il tribunale di Terni aveva condannato gli imputati a 3 anni. La sentenza era stata impugnata dai difensori, gli avvocati Franco Coppi, Gabriele Cofanelli, David Brunelli, Daniele Nobili. In appello avevano sostenuto l’assoluta legittimità del bando di gara e soprattutto l’assenza di qualsivoglia forma di corruzione che avesse potuto in qualche modo influenzare la Commissione aggiudicatrice ed alcuni appartenenti al comune di Montecastrilli. La Corte d’appello aveva assolto tutti gli imputati: il fatto non sussiste, accogliendo le tesi della difesa. Questo lo scorso 15 marzo. La Procura di Perugia aveva fatto ricorso in Cassazione e ieri si è svolta l’udienza davanti alla Sesta sezione. Gli avvocati Coppi, Cofanelli, Brunelli e Nobili, hanno contestato fermamente la tesi accusatoria concludendo per il rigetto o l’inammissibilità del ricorso. Oggi i giudici hanno reso nota la loro decisione: rigettato il ricorso. Soddisfatti i difensori che sottolineano come finalmente a distanza di dieci anni si arrivi ad un epilogo «di segno chiarificatore circa il ruolo avuto dalla Cpm».

(redazione CM)

Best Value Award, premiata azienda di Recanati


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X