Galimberti torna nel Maceratese
con un tris di appuntamenti
INCONTRI - Il filosofo e saggista parlerà di etica e amore il 6 marzo a Tolentino, il 7 ad Appignano e l'8 a San Severino

Umberto Galimberti
Umberto Galimberti torna nel Maceratese con tre appuntamenti. A meno di quattro mesi dal soldout di Matelica, il filosofo e saggista sarà ospite il 6 marzo del teatro Vaccaj di Tolentino, il giorno seguente sarà al Gasparrini di Appignano e l’8 marzo a Feronia di San Severino. Tre appuntamenti ravvicinati, ma due tematiche diverse quelle che tratterà Galimberti. A Tolentino la serata verterà su “L’uomo, la terra, la tecnica…un filo da ricucire” e, anche se sarà aperta al pubblico, vedrà il coinvolgimento degli alunni delle scuole cittadine. In occasione della Festa della donna, invece, Galimberti porterà prima ad Appignano (prezzo del biglietto 10 euro) e poi a San Severino (biglietti da 10 a 15 euro) “L’io e il noi: il primato della relazione”.
Al Feronia, peraltro, l’appuntamento fa parte del cartellone del Rivela Festival, rassegna organizzata da Eclissi Eventi con il sostegno della Regione Marche. «Molte persone concepiscono l’amore in maniera possessiva – riflette Galimberti in merito al tema della sua “lectio” – mia moglie, mio marito: togliete questi possessivi. Non c’è niente di vostro: l’altro è un altro. Anche i matrimoni possono essere possibili solo se partono dal concetto che lei o lui è un altro. Ciascuno di noi è il riflesso dello sguardo dell’altro. Oggi ci si lamenta dell’egoismo, del narcisismo, ma chi ha messo il seme del primato dell’individuo rispetto alla comunità? La condizione elementare e fondamentale per continuare a vivere si chiama amore. L’aveva detto bene Freud: la vita funziona se qualcuno ci ama. Noi viviamo finché c’è qualcuno che ci ama: sono convinto che molte persone anziane “se ne vanno” perché nessuno le ama più. L’amore è la categoria della vita ma comporta una condizione di gratuità: oggi mancano le condizioni dell’amore perché la gratuità viene derisa e vista con sufficienza, come qualcosa di patetico. L’amore è prevalentemente vissuto oggi come passione, come fatto transitorio: nel nostro tempo si è sviluppato un concetto terrificante di libertà, dove libertà non è facoltà di compiere delle scelte ma come “revocabilità” di tutte le scelte».