Trattori in corteo in centro
«Un dialogo con Governo e Regione
o continuiamo la protesta»
MACERATA - Nel primo pomeriggio una delegazione di agricoltori ha sfilato lungo le principali vie della città per poi far ritorno al "quartier generale" di Sforzacosta. Rossano Catinari, coordinatore della mobilitazione: «chiediamo dignità e redditività per il nostro lavoro»

Alcuni trattori in transito lungo via Roma
di Marco Pagliariccio
Continua la mobilitazione degli agricoltori maceratesi, che da ieri sera hanno posto come loro quartier generale un campo a ridosso dello svincolo della superstrada di Sforzacosta, a Macerata. Nel primo pomeriggio di oggi, una delegazione di circa 10 trattori è partita proprio da lì per sfilare lungo le vie principali della città per continuare a tenere alta l’attenzione sulle problematiche del settore.
Il piccolo corteo, sempre scortato dalle forze dell’ordine, dopo essere risalito verso Collevario e via Roma, ha imboccato corso Cavour, fatto il giro delle mura, preso per via Trento e da lì si è riavviato verso Sforzacosta.
«La mobilitazione andrà avanti almeno fino a stasera a mezzanotte – conferma Rossano Catinari, coordinatore del gruppo informale di agricoltori del Maceratese che manifesta ormai da settimane e che è rientrato proprio ieri da una tre giorni a Roma – nella capitale è stata una bella esperienza, logicamente con tanta tensione e nervi a fior di pelle. Purtroppo visto quando è immane la burocrazia in Italia, per ottenere qualcosa bisogna avere grande perseveranza. E dialogare. Ci siamo trovati a confrontarci con colleghi di tutta Italia, ci siamo scambiati opinioni anche animate ma schiette e costruttive. Ci è servito molto per capire la situazione italiana: attraversiamo un periodo molto ma molto duro. Abbiamo chiesto dignità e redditività per il nostro lavoro, oggi noi lavoriamo praticamente solo per pagare le tasse e coprire le spese. I nostri prodotti non sono valutati adeguatamente, vogliamo che qualcosa cambi: tra importazioni selvagge, burocrazia e tutto il resto siamo ormai strangolati. La questione dell’esenzione Irpef è una goccia nell’oceano dei problemi, così come la deroga al limite del 4% dei terreni da lasciare incolti: va bene che siano stati accolti, ma la protesta va avanti finché non ci sarà una concertazione vera a livello regionale o statale. Vogliamo far capire alla gente cosa sta succedendo».

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