«Vaccinazione a Camerino o Civitanova,
ho 82 anni e difficoltà a guidare:
sono stato costretto a rinunciare»

MACERATA - Lorenzo Saccà, dopo varie peripezie ha provato a chiedere di poter effettuare la quarta dose contro il Covid: «In farmacia mi hanno detto che non c'era posto prima del 24 gennaio, il Cup mi ha proposto il 21 dicembre ma fuori città e dovrei impegnare mia figlia a prendere un permesso per accompagnarmi»

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Vaccinazioni

di Marco Pagliariccio

«Possibile che per fare il vaccino debba aspettare fino al 21 dicembre e sia costretto ad andare a Camerino o Civitanova?». Se lo chiede Lorenzo Saccà, 82enne maceratese, che segnala le peripezie accadutegli nel tentativo di arrivare alla somministrazione del siero.

«Ho fatto le tre dosi di vaccino contro il Covid e, seguendo le raccomandazioni sia a mezzo stampa che tv, ho deciso di vaccinarmi con la quarta – racconta Saccà – mi sono recato al centro vaccinale di Piediripa, ma era chiuso. Allora mi sono rivolto agli uffici Ast sempre a Piediripa e, seguendo le indicazioni, sono arrivato in una stanza con affissa la scritta “Prenotazioni vaccino covid”. L’impiegata mi dice che la prenotazione deve essere fatta attraverso il Cup regionale oppure in una farmacia. Mi reco allora in una farmacia di Macerata e mi viene detto che potrebbero mettermi in lista ma che non c’è posto prima del 24 gennaio. Telefono allora al Cup e dopo la consueta attesa di 15 minuti, mi risponde un operatore. Mi lamento dell’accaduto e lui, per tutta risposta, mi dice che la prima data disponibile è quella del 21 dicembre ma a Camerino o Civitanova. Opzioni per Macerata non mi sono state nemmeno proposte».

Un bel problema per un anziano con difficoltà alla guida doversi sobbarcare un viaggio di diverse decine di chilometri, per di più dovendo aspettare oltre una settimana. «Sono stato costretto a rinunciare perché dovrei impegnare mia figlia a prendere un permesso dal lavoro per accompagnarmi in uno dei due centri – continua l’anziano – sono indignato, come si può costringere anche le persone fragili a sobbarcarsi lo spostamento verso un’altra città?  E cosa è servito riempire di proclami sulla necessità della vaccinazione se poi non ci sono i mezzi per farla? Per la nostra città non è più un diritto ed un dovere vaccinarsi?».

 

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