Studentato all’ex convento di via Armaroli,
ci sono fondi per 8,2 milioni di euro

MACERATA - E' uno dei sei progetti presentati da Erdis Marche nell'ambito del bando della legge sugli alloggi universitari ed ammessi al cofinanziamento da parte del Ministero dell'Università e della Ricerca. Secondo la progettazione preliminare il restauro dell'immobile porterebbe alla realizzazione di 91 posti letto e alla riapertura dopo uno stop di circa venti anni

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L’ex monastero di via Armaroli

di Luca Patrassi

Via Armaroli, ex convento delle Monachette: prossime al via le operazioni per la riapertura della struttura destinata a diventare uno studentato universitario. Le suore se ne sono andate da una ventina di anni e da allora l’immobile è sprangato ed era passato nelle mani di una società che fa capo all’imprenditore maceratese Domenico Intermesoli e che ora lo cede all’Erdis guidato dalla presidente Maura Magrini.

L’operazione di acquisto e di restauro del prestigioso immobile, con affaccio da sogno sulle mura e sulla vallata, ha un costo stimato di circa 8.2 milioni di euro. L’ex convento di via Armaroli è uno dei sei progetti presentati da Erdis Marche nell’ambito del bando della legge sugli alloggi universitari ed ammessi al cofinanziamento da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca (leggi l’articolo).

«Con decreto ministeriale – osserva la presidente Erdis Maura Magrini – è stata, infatti, approvata la graduatoria di prima e seconda fascia. La fascia 1, che implica un finanziamento immediato del Ministero, vede in sedicesima posizione il progetto delle ex Monachette di Macerata per  8.287.506 euro e in cinquantesima lo studentato di via Saffi di Ancona per 7.716.mila euro. Questo consentirà di avviare in tempi brevi gli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico, per rendere più sicuri e adeguati spazi ad oggetti non utilizzati per ospitare gli studenti. La fascia 2, che comprende i progetti finanziati con riserva, coinvolge i 4 progetti di Fano, Albergo Montefeltro e Piero della Francesca di Urbino, nonché il collegio Sibillini di Macerata. Essendo collocati in ottima posizione potranno essere oggetto, auspicabilmente, di rapido scorrimento. La valutazione dei progetti è stata eseguita dal Ministero tenendo conto anche della capacità del progetto di raggiungere gli obiettivi assegnati nei tempi indicati dal cronoprogramma e con il minimo consumo possibile di risorse.

Tra i criteri anche l’utilità del progetto, intesa come la convenienza per la “comunità” di riferimento, comprensiva del numero di studenti fuori sede, e la sostenibilità nel tempo e nelle successive fasi di gestione ed attuazione. Tale risultato è estremamente importante sia per Erdis che per gli Atenei della regione Marche, i nuovi studentati permetteranno un aumento di posti letto considerevole, pari a circa 494, che migliorerà il sistema di accoglienza per gli studenti, rendendo le Università marchigiane ancora più attraenti e competitive. Erdis impiegherà le risorse assegnate in tempi rapidi e senza sprechi, con l’obiettivo di mettere a disposizione».

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Maura Magrini col rettore John Mc Court

Ed ecco come la questione ex Monachette era stata presentata dall’Erdis: «Trattasi di un ex convento centralissimo e particolarmente prossimo alle sedi universitarie. La proprietà ha manifestato interesse in seno all’indagine di mercato avviata dall’Ente e volta alla ricerca di alloggi presso Macerata. La manifestazione risulta particolarmente vantaggiosa perché il fabbricato può beneficiare di un contributo sisma di circa 4 milioni di euro.

Per tale motivo l’Ente potrebbe effettuare l’operazione a bassi costi. C’è già una progettazione di fattibilità che prevede la rifunzionalizzazione del fabbricato e la sua trasformazione in studentato con la realizzazione di 91 posti letto. Da un’interlocuzione con la proprietà si è intuita la disponibilità sia alla vendita che alla locazione. In riferimento alla prima ipotesi il prezzo richiesto, in prima battuta, è pari ad euro 3,2 milioni la proprietà ha presentato manifestazione di interesse in seno all’indagine di mercato effettuata dall’Ente a Macerata. Da quello che si evince il fabbricato è beneficiario di un contributo sisma per circa 4 milioni di euro. Questo finanziamento potrebbe sommarsi alla quota ricavabile dal bando ex decreto ministeriale 1257/21 e rendere intervento non oneroso».

Ora l’accesso ai fondi ministeriali dovrebbe sancire l’avvio a breve termine delle operazioni di riapertura dello splendido complesso di via Armaroli, un luogo che è nei ricordi e negli affetti di molti maceratesi che frequentavano quel posto, un luogo che beneficia anche di un panorama incantevole. Per il collegio dei Sibillini la realizzabilità del progetto resta legato allo scorrimento della graduatoria, l’Erdis è ottimista e dunque ci sarà da attendere per verificare».

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