Carassai difende l’abete “Spelacchio”
«Polemica sterile e superficiale»

CIVITANOVA - L'assessore spiega la provenienza dell'albero che arriva dal Trentino e assicura che col tempo migliorerà: «E' stato legato per il trasporto e rimasto per due settimane così, servono tempi di assestamento. Le foto sono state scattate quando i rami erano ancora legati»

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L’albero a Civitanova Alta

A Civitanova Alta non si parla d’altro: l’abete arrivato in piazza per Natale e ribattezzato subito “Spelacchio” per via della sua chioma non proprio rigogliosa è stato al centro di uno scambio “social” fra Jiuswak Angeletti, residente a Civitanova Alta e il resto della comunità (leggi l’articolo). Angeletti aveva infatti criticato l’amministrazione per la scelta, sottolineando come per Civitanova porto si fosse speso oltre 100mila euro per luci e addobbi e nel borgo alto fosse arrivato un alberello disadorno. Ma Carassai difende “Spelacchio” ed è pronto a garantire che col tempo migliorerà: «Una polemica sterile frutto di una preoccupante superficialità e dell’innato disprezzo per chi amministra – dice Carassai – a differenza degli altri anni l’albero è stato acquistato tramite un vivaista locale nel Trentino. Durante il trasporto, come è ovvio, si è resa necessaria la legatura dei rami per evitare che gli stessi fuoriuscissero dal cassone dell’autocarro.

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L’assessore Ermanno Carassai

Stiamo parlando di un albero di circa 12 metri che ha raggiunto il centro storico da piazza Garibaldi, nello spazio sottostante Porta Marina, con cantieri in corso e ha dovuto attraversare via Oberdan, anche qui, con le conseguenti problematiche a causa dell’avvenuta installazione dei ponteggi necessari per l’esecuzione dei lavori da parte dei privati. E’ rimasto legato per due settimane – continua Carassai – e appena posizionato in piazza della Libertà i rami erano ancora legati. Pertanto, e mi sembra ridicolo doverlo precisare, è necessario attendere i tempi di assestamento trascorsi i quali l’effetto migliorerà sensibilmente. Per questo ritengo che scattare delle foto nella fase di posizionamento, come ha fatto il signor Angeletti per scatenare facili illazioni, sia alquanto scorretto e puerile».

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