La rivoluzione digitale di Revelop
creata da due maceratesi in Olanda
RICERCA - Francesco Ranieri (di Civitanova) e Paolo Rinaldesi (di Corridonia) hanno fondato l'azienda nel 2016 nei Paesi Bassi. Il loro modello è stato presentato nei giorni scorsi in una prestigiosa conferenza scientifica a Milano: «Attraverso l'intelligenza artificiale riconosciamo e filtriamo il "bad traffic" nel marketing digitale». Una svolta per le aziende a cui si è arrivati grazie alla collaborazione con docenti e ricercatori della Politecnica delle Marche e dell'Università di Macerata

Da sinistra Francesco Ranieri, Paolo Rinaldesi e Sara Abbonizio
L’intelligenza artificiale al servizio del marketing e come filtro ad una cattiva comunicazione fatta di spam e “fake news”. E’ la rivoluzione digitale portata avanti da Revelop, azienda che guarda al futuro e alle tecnologie più avanzate e che cammina sulle gambe e con la testa di due imprenditori digitali maceratesi, il civitanovese Francesco Ranieri e Paolo Rinaldesi di Corridonia.
Il modello informativo è stato presentato lo scorso fine settimana a Milano nell’ambito della conferenza scientifica IEEE MetroXRAINE 2023, appuntamento internazionale sulla realtà aumentata, intelligenza artificiale ed ingegneria neuronale. Un evento che rappresenta un’ occasione unica di confronto tra scienziati, tecnologi e aziende su settori molto specifici al fine di aumentare la visibilità e l’impatto scientifico. In questo contesto, Revelop, azienda nata nel 2016 nei Paesi Bassi, dalla visione dei due maceratesi ha apportato un contributo importante alla comunità scientifica grazie ad un progetto realizzato in collaborazione con le università. Il progetto presentato dall’ingegnere Sara Abbonizio alla conferenza rappresenta un importante passo avanti nella sfida tecnologica. «Attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, abbiamo sviluppato un modello avanzato per riconoscere e filtrare il “bad traffic” nel marketing digitale. Questa innovazione ha profonde implicazioni sia commerciali che sociali – dicono i due imprenditori – In un’era in cui le fake news sono amplificate e il traffico falso è spesso indotto su contenuti e siti online, avere strumenti capaci di distinguere il traffico autentico da quello artificiale è fondamentale».
Una svolta a cui si è arrivati grazie alla ricerca e alla collaborazione con docenti e ricercatori come il professor Aldo Franco Dragoni dell’Università Politecnica delle Marche e del professor Paolo Sernani dell’Università di Macerata che hanno formato e guidato i giovani professionisti di Revelop.
Una realtà altamente tecnologica e orientata al futuro quella di Revelop che però affonda le proprie radici in un territorio dalla vocazione manifatturiera come le Marche e che si pone anche al servizio delle imprese per incrementare l’efficienza tecnologica delle aziende: «Dopo una decina di anni trascorsi in Olanda – raccontano Ranieri e Rinaldesi – abbiamo sentito la necessità di ristabilire un legame con il nostro territorio di origine e abbiamo deciso di aprire una sede in Italia. Questa mossa non è stata solo guidata dalla nostalgia, ma anche dalla volontà di contribuire alla ricerca e all’innovazione nel nostro paese. Oggi, Revelop si posiziona come una società leader nel fornire servizi di consulenza in ambito di sviluppo software, media e comunicazione, data science e ingegneria industriale. «La nostra mission é efficientare le imprese: uniamo e strutturiamo dati provenienti da svariate fonti per renderli facilmente accessibili. Trasformiamo sistemi obsoleti in soluzioni moderne e sviluppiamo piattaforme innovative per ottimizzare la gestione aziendale. Esaminiamo una vasta gamma di informazioni e le integriamo con le risorse esistenti, ottimizzando i processi aziendali per renderli più performanti. Questo non solo consente una significativa riduzione dei costi del personale, ma libera risorse che possono essere impiegate in altre mansioni, grazie alla celerità offerta dalle nostre piattaforme».

Per quanto tempo ancora ci dovremo sorbire, da coloro che vogliono ‘épater le bourgeois’ a tutti i costi, la faccenda dell’IA, che, come i due – non Maceratesi ma del Maceratese – sanno, è da anni presente nei cellulari?