Santo Stefano, i sindacati:
«Per il piano ferie e ore arretrate
trattative in corso con la direzione»
SANITA' - Uil Fpl e Cisl Fp chiariscono che non riguarda la mobilitazione in regione che è legata al contratto collettivo nazionale

Il Santo Stefano
«Le problematiche presenti all’interno del Santo Stefano di Potenza Picena, quali residuo ferie ed ore arretrate da recuperare sono oggetto di un confronto in atto con la direzione sulle problematiche organizzative, tra cui la dotazione organica ed i carichi di lavoro, presenti all’interno dell’istituto, che si stanno affrontando con la nuova direzione». A dirlo i sindacati Uil Fpl, Cisl Fp e Fp Cgil, per precisare una nota che era stata invita ieri dai tre sindacati (e che avevamo riportato fedelmente al contenuto). Nella nota c’erano comunque alcune imprecisioni che i sindacati tengono a chiarire. «Nell’ultimo incontro abbiamo accolto in modo positivo la volontà dell’azienda di iniziare al più presto il percorso di stabilizzazione di circa 25 operatori socio sanitari, come anche la proposta di azzerare le ferie residue superiori alle quattro settimane, anche con la monetizzazione delle stesse, scelta che rimane a discrezione del lavoratore. Rimangono tante le criticità come anche l’apertura di un confronto sul riconoscimento della vacanza contrattuale da noi richiesto, su tale argomento la direzione si riserva di comunicarci a breve se ci sono i presupposti». Sulla mobilitazione, spiegano che «riguarda il rinnovo del contratto collettivo nazionale Aris rsa davanti alla Regione, scaduto da quasi quindici anni, e che di fatto fa sì che un lavoratore del gruppo Kos operi con salari non rinnovati e falcidiati dal caro inflazione. In questo momento il salario presente all’interno del gruppo Kos, che applica il contratto Aris Rsa, non è appetibile e per questo che lotteremo per dare dignità alla professionalità di oltre 2mila lavoratori marchigiani».
Si può capire un piccolo operatore che non rispetta i contratti. Ma non un colosso come la Società che comanda il Santo Stefano. Dovrebbe quindi dare l’esempio etico da imprenditore “illuminato” e dimostrare di essere rispettoso della Costituzione Italiana… Altrimenti è il solito furbastro che fa il furbo sulle pelle dei dipendenti, sicuro della immunità, delle connivenze politiche e via dicendo, fino a chi dovrebbe chiedere il rispetto della Costituzione Italiana democratica, nata dalle Resistenza (che sembra dimenticata da tanti)…
La risposta è ovvia andatevene voi che potete questa è una nazione destinata al fallimento dispiace dirlo ma questo è. Quando un politico all’opposizione dice una cosa poi vince le elezioni e si rimangia tutto tirate voi le somme.