La gestione del servizio idrico
Il Pd contro Gentilucci:
«Quella sentenza parla di altro»

MACERATA - Il gruppo di lavoro dei Dem guidato da Mario Iesari smonta le argomentazioni del presidente dell'Aato3 partendo dalla sentenza della Corte dei Conti: «Si riferisce a un altro aspetto, non al tipo di società prescelto»

- caricamento letture
Iesari_PD_FF-8-325x217

Mario Iesari, ex assessore a Macerata della Giunta Carancini

Il gruppo di lavoro “Ambiente” del Pd maceratese smentisce il presidente dell’Aato3 Alessandro Gentilucci sul fronte delle scelte per l’affidamento del servizio idrico. «Il Presidente dell’Aato 3 Gentilucci – scrive Mario Iesari per conto del Pd maceratese – torna sull’argomento dell’affidamento del servizio idrico, confermando la sua ferma volontà di costituire una società consortile di primo livello (ovvero una società consortile i cui soci sono i Comuni e residualmente le attuali società operative). Si tratta a nostro parere della soluzione peggiore, perseguita, per di più, nel modo più sbagliato possibile. Va detto che sarebbe comunque ingiusto scaricare le responsabilità soltanto sul presidente Gentilucci che, evidentemente, si sta muovendo con l’accordo o con l’indifferenza dei principali Comuni di centrodestra (Macerata e Civitanova in primis)».

Iesari ricorda cosa prevede la norma: «Dal 2025 corre l’obbligo di superare l’attuale frammentazione gestionale del servizio idrico integrato, situazione decisamente anacronistica e poco rispettosa delle norme, le quali stabiliscono peraltro che, entro la fine del corrente anno, l’Aato 3 debba avviare le procedure per il subentro gestionale. Si dovrebbe discutere di riduzione delle tariffe, di modello organizzativo, di pianificazione degli investimenti, di come finanziarli e di garantire un adeguato passaggio del personale adibito alla gestione del Sii; invece, da mesi la discussione si è arenata solo sulla forma di gestione. In sostanza invece di discutere di come migliorare il servizio, si preferisce accapigliarsi su chi deve sedere sulle poltrone: spettacolo indecoroso di cui non se ne sentiva davvero il bisogno».

La posizione Dem sulla questione: «Il Partito Democratico, come ricordato recentemente dal Segretario Provinciale Sciapichetti, ritiene che la soluzione ottimale sarebbe stata quella del “modello Cosmari”, società e non consorzio pubblico, pienamente operativa nella gestione della filiera dei servizi idrici, governata direttamente dai Sindaci del territorio. Una soluzione largamente diffusa sul territorio nazionale e quella certamente più aderente alle norme di settore in tema di affidamento “in house providing”». Cosa sta invece accadendo: «I ritardi decisionali determinati dal Centro Destra non rendono oggi percorribile questa opzione e quindi, tra le ipotesi discusse, la soluzione che si ritiene più confacente alle esigenze del territorio è quella della società consortile di secondo livello (composta dalle società pubbliche oggi operative), peraltro appoggiata da molti Comuni dell’Aato3 (non solo quelli di centro sinistra come si vorrebbe far credere). Tuttavia, non è nemmeno stato possibile illustrare la proposta nelle sedi preposte considerato il veto (incomprensibile) del Presidente Gentilucci».

gentilucci_2023_a-e1690358203198-325x264

Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina e presidente dell’Ato 3

La smentita alla tesi di Gentilucci: «Non corrispondono inoltre al vero le ultime dichiarazioni del presidente nelle quali si afferma che la società consortile di secondo livello sia stata già “smontata” da una recente sentenza della Corte dei conti regionale e che quindi la società consortile di primo livello sia “l’unica strada possibile”. Se il presidente Gentilucci fa riferimento alla censura della Corte dei Conti in merito all’ipotesi di affidamento del servizio dei rifiuti urbani della provincia di Ancona, va detto che le eccezioni mosse dai magistrati non riguardavano la scelta del modello di governance in sé, e cioè la costituzione di una società consortile di secondo livello, quanto invece il fatto che la soluzione ipotizzata ad Ancona non determinasse, nelle modalità prospettate, un efficientamento gestionale ed una conseguente riduzioni dei costi, condizione essenziale e necessaria per gli affidamenti “in house” e quindi da garantire per qualunque forma di gestione si intenda optare. Sembra davvero che Gentilucci si stia arrampicando sugli specchi per tentare di convincere tutti che la sua scelta sia “l’unica possibile”. Tanto possibile e praticabile che andando a cercare quante volte il servizio idrico integrato sia stato affidato con procedura “in house providing” ad una società consortile di primo livello nel nostro Paese, non nella nostra Regione, si fa veramente fatica a trovarne un numero che non includa la soluzione nel novero delle “singolarità”. Una soluzione quindi molto poco praticata e molto discutibile a cui si vuole arrivare fra l’altro nel modo più sbagliato possibile. Perché Gentilucci, venendo meno al suo ruolo “super partes” di Presidente dell’ambito, sta imponendo la “sua” soluzione con modalità inaccettabili, come quella di impedire la discussione di soluzioni alternative, creando conseguentemente fratture difficilmente sanabili».

Il gruppo lavoro “Ampiente” del Pd evidenzia anche un altro aspetto: «Siamo consapevoli che abbiamo di fronte anni in cui la gestione del sistema idrico sarà particolarmente difficile e complessa a causa degli impatti determinati dalla crisi climatica. Lunghi periodi di siccità alternati da piogge brevi e molto intense richiederanno una gestione della risorsa acqua che dovrà coinvolgere tutti gli operatori e gli utenti del territorio per conservarne il più possibile la disponibilità e razionalizzarne l’utilizzo. Su questo argomento fra l’altro dopo l’estate abbiamo intenzione di organizzare un evento pubblico di approfondimento. Una governance che va in direzione opposta, che divide anziché unire, incapace di coinvolgere, che impone soluzioni non condivise, per di più ben difficilmente praticabili, non è certamente un buon punto di partenza per affrontare le sfide che ci attendono».

(L. Pat.)

Acqua, Gentilucci tira dritto «L’unica strada è quella di una società consortile di primo livello»

Servizio idrico, Sciapichetti tuona: «Siamo con un piede nel precipizio. Così si aprono le porte ai privati»

Gestore unico del servizio idrico, è bagarre tra i sindaci: in 11 sull’Aventino

«Servizio idrico, tanto frastuono e ancora nessuna proposta concreta. Rischiamo di perdere la gestione pubblica»

«Servizio idrico, è la destra ad essere divisa: Parcaroli ha già sconfessato i partiti. Noi uniti per la gestione pubblica»

FdI sul nodo del servizio idrico: «Noi siamo per la gestione pubblica, il Pd chiarisca la sua posizione»

«Servizio idrico, immobilismo inaccettabile: così il rischio è che finisca ai privati»

Gestione del servizio idrico, Gentilucci: «Surreali le accuse di Catena. Lavoriamo per una gestione pubblica»

Aato3, assemblea fiume ma nessuna intesa sull’acqua. Catena: «Si perseguono altri interessi»

Servizio idrico, il centrodestra: «Società consortile con i sindaci Niente deleghe alle municipalizzate»

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X