Alberto Maggi si confessa a Vita Vita
CIVITANOVA - La storia del teologo e biblista è stata il primo degli appuntamenti della lunga marcia di avvicinamento al festival

L’incontro con padre Alberto Maggi
E’ partito ieri con il primo appuntamento in programma il lungo percorso di avvicinamento a Vita Vita. A Civitanova Alta il direttore artistico Sergio Carlacchiani ha dialogato con il teologo e biblista Alberto Maggi sul suo ultimo libro “Due in condotta”.

Sergio Carlacchiani dona una sua opera ad Alberto Maggi
L’evento rappresentava una delle testimonianze di vita raccolte da Carlacchiani per il ventennale del festival. L’incontro si è svolto allo spazio multimediale San Francesco di Civitanova Alta, dove è aperta la mostra fotografica dedicata al ventennale. Il biblista, ringraziando per l’invito il patron Carlacchiani, ha raccontato il suo passato, gli imprevisti e le scelte sorprendenti, sempre con un sorriso aperto, senza mai scivolare nella nostalgia, anzi spronando ad avere più speranza e fiducia in noi e nello spirito che si manifesta.
A Maggi è stata donata un’opera pittorica di Sergio Carlacchiani. Prossimo appuntamento il 13 agosto con “Hortus conclusus” racconti dal chiostro con Lucia Tancredi (voce e testi), Monica Del Carpio (canto e violencello) e Serena Abrami (canto, synth e loop) per una serata al femminile dai misteri del gineceo fino alle rivelazioni del claustro. Uno spettacolo che darà voce alle donne in un percorso di potenza e repertori ancestrali con le figure di Sherazade, Ildegarda, Dolores Prato a seguito del quale verrà consegnato a Serena Abrami il premio Vita Vita giovane talento.

Credo che il buon Padre Maggi sia diventato un “passatista”. Oggi c’è chi dice che Gesù Cristo, presunto morto e risuscitato, fosse il marito di Maria Maddalena. La quale non sarebbe andanta in Francia, ossia nella Gallia di allora,come da tradizione, ma nella “Francia” nostra, dalle parti della Valnerina. Che esistono pure un Vangelo della Maddalena e un Vangelo scritto proprio dal Maestro…
E che San Francesco e Santa Chiara, che erano atei, si fossero amati carnalmente. Come facevano i primi Cristiani nelle loro “agapi” eucaristiche: si accoppiavano a piacimento davanti all’altare.
E il divolo? Una invenzione… Dicono quindi che si può andare verso la spiritualità con una “trascendenza erotica irresistibile e colma di reciproca tenerezza”… Che “l’Agape, l’amore spirituale, si può sviluppare attraverso l’amore carnale”. Quindi, il Sesto e il Nono Comandamento vengono gettati nel cestino. Ma che già nella Chiesa cattolica sui due comandamenti sono stati già chiusi tutti e due gli occhi.
Insomma, sono ritornati i Catari nel XXI secolo, che non credevano nel Battesimo e nella Comunione e che praticavano l’Agape del sesso reciproco, che oggi camminano ormai sulla Via della Mano Sinistra e al servizio del Nuovo Ordine Mondiale, che vuole distruggere pure la Chiesa Cattolica, riuscendovi, ma che nulla potrà contro il Cristo e il Cristianesimo esoterico….
…”Chi sostiene che il diavolo sia un’invenzione, probabilmente non lo ha mai visto o riconosciuto, né fuori da sé, né dentro di sé”. m.g.