Truffa da 2 milioni ai Guzzini,
a processo Giuseppe Sposetti
e altri tre professionisti
PRIMA UDIENZA del procedimento che vede imputati l'ex sindaco di Macerata, il figlio Emanuele Sposetti, Cinzia Bianchi e Luca Ferranti. Tranne quest'ultimo, gli altri hanno chiesto il rito abbreviato. Devono rispondere anche di appropriazione indebita

Giuseppe Sposetti
Truffa milionaria alla famiglia Guzzini, in quattro a processo. Sul banco degli imputati sono finiti Giuseppe Sposetti, ex sindaco di Macerata e deputato, suo figlio Emanuele, la moglie di quest’ultimo Cinzia Bianchi e Luca Ferranti, in qualità di commercialisti e consulenti della famiglia di imprenditori di Recanati. Devono rispondere, a vario titolo, di truffa aggravata e appropriazione indebita aggravata.
Secondo gli inquirenti i quattro, con responsabilità diverse, avrebbero preso il controllo della Depositi&Vendite srl, società per il 75% dei Guzzini del valore di oltre 2milioni di euro e costituita per un investimento immobiliare, attraverso operazioni finanziarie tra due diverse fiduciarie. Il tutto senza il nulla osta dei proprietari stessi, i Guzzini appunto. Inoltre viene contestato anche un ammanco nel bilancio della società di oltre 500mila euro. L’inchiesta è partita dopo la denuncia dei Guzzini, con la Guardia di finanza che ha effettuato perquisizioni e sequestri nelle sedi della società e nello studio dei commercialisti. Nel corso delle indagini, i quattro hanno sempre respinto gli addebiti.
Oggi davanti alla giudice Francesca Preziosi, con l’accusa sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, c’è stata la prima udienza, dopo il decreto di citazione diretta a giudizio della procura. Giuseppe Sposetti ed Emanuele Sposetti, difesi dall’avvocato Manuel Formica, hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Così anche Cinzia Bianchi, difesa dall’avvocato Carlo Cingolani. Mentre Luca Ferranti, difeso dagli avvocati Giancarlo Giulianelli e Sergio Del Medico, ha scelto il rito ordinario e per lui il processo è stato rinviato al 16 febbraio 2024.
(Redazione Cm)
Truffa da 2 milioni ai danni dei Guzzini, gli indagati respingono le accuse