«Superbonus, bene la proroga
ma bisogna risolvere il problema
dei crediti incagliati»
RICOSTRUZIONE - Confartigianato, Cna e Confindustria concordi dopo il via libera definitivo al decreto con cui è stata ripristinata la scadenza al 2025 per le aree del cratere. Anche il commissario Guido Castelli conferma che c'è ancora da lavorare

Guido Castelli
di Mauro Giustozzi
La proroga del Superbonus 110% a fine 2025 può rilanciare la ricostruzione nelle aree del maceratese colpite dal sisma 2016, a patto però che vengano risolti i problemi legati ai crediti incagliati delle imprese relative allo sconto in fattura e alla cessione del credito. Del resto il primo a confermare che c’è ancora da lavorare su questo aspetto è lo stesso Commissario alla ricostruzione Guido Castelli.
«Uno dei primi obiettivi da perseguire è quello di snellire e armonizzare le procedure tra il Superbonus 110% e il contributo sisma – ha detto il commissario – due interventi contigui e che si incrociano, ma che ancora non parlano tra loro in modo fluido. Questo intervento conferma l’attenzione particolare che la maggioranza ha nei confronti delle popolazioni dell’Appennino centrale. L’impegno è stato mantenuto, quello ottenuto è un risultato fondamentale per i territori del sisma 2016». Le agevolazioni possono essere usufruite in due modalità: Superbonus combinato con il contributo ricostruzione solo per le spese che eccedono lo stesso contributo oppure Superbonus potenziato che prevede un incremento del 50% dei limiti di spesa nel caso in cui ci sia la totale rinuncia al contributo ricostruzione. Anche le associazioni di categoria esprimono da un lato la soddisfazione per il ripristino della scadenza a fine 2025 del Superbonus 110% per le aree del cratere sismico, ma c’è anche una forte richiesta di individuare un percorso che sblocchi quei crediti che le aziende hanno già maturato e che senza la possibilità di una cessione degli stessi al settore bancario o finanziario rischia di annullare i benefici effetti che potrebbe avere la decisione governativa sulle aree colpite dal sisma.

Giorgio Menichelli
«Proprio in un incontro avuto in Confartigianato Macerata-Fermo-Ascoli, Castelli annunciò questa opportunità -ci dice il segretario generale Giorgio Menichelli- per cui aver raggiunto l’obiettivo è importante. Con l’aumento delle materie prime rispetto al passato l’accollo a carico del committente è cresciuto e in questa maniera si interviene in modo positivo. Non c’è invece il coraggio di risolvere la partita degli incagli economici, della cessione del credito che molte aziende impegnate nella ricostruzione non riescono ad effettuare. Questo è un problema che se non sarà risolto rischia di indebolire anche la proroga del Superbonus al 2025 per la ricostruzione. C’era l’idea di spalmare da 5 a 10 anni la possibilità di recupero di questi sconti, noi puntavamo sulla compensazione tramite i modelli F24 ma pare sia una strada non percorribile. Però qualcosa va fatto altrimenti le imprese non potranno lavorare».

Carlo Resparambia
Pure l’Ance Macerata ribadisce l’importanza di una decisione che rasserena le imprese almeno sui tempi, ma non ancora sullo sblocco per la cessione dei crediti che resta uno snodo cruciale cui mettere mano. «Viene ripristinato un termine -afferma Carlo Resparambia presidente provinciale Ance– quello di fine 2025 che consente la copertura delle quote di accollo con una copertura finanziaria più cospicua. Nel nostro territorio molte pratiche erano state già impostate in questa maniera per cui ben venga questa decisione presa dal governo. La criticità del meccanismo Superbonus restano invece quelle c’erano anche prima: i crediti incagliati bloccati, il rapporto col sistema finanziario non è stato risolto. Si tenta di trovare una soluzione tramite soggetti di caratura nazionale come Enel o Cdp, ma ad oggi resta il problema da risolvere. La cessione del credito può essere fatta tramite lo sconto in fattura oppure la cessione del credito che il singolo proprietario porta in detrazione. Le aziende non hanno più capienza per effettuare lo sconto in fattura ed i privati sono pochi coloro che pagano così tante tasse da poter detrarre cifre importanti, in particolare nelle aree del sisma».

Ndricim Popa
Anche il termine del Superbonus indicato a fine 2025 sarà gioco forza un passaggio intermedio, visto che la ricostruzione non potrà essere completata per quella data. «Credo che sarà necessario attivare una soluzione più strutturale e duratura rispetto al Superbonus per completare la ricostruzione -prosegue Carlo Resparambia– magari l’aumento del contributo oppure una misura analoga al Superbonus che abbia lo stesso impatto per il cratere sismico».
Infine la Cna mostra grande preoccupazione nella necessità di restituire liquidità a tante piccole e medie imprese locali che hanno nei cassetti fiscali un numero di crediti che non si riesce a cedere. «C’è tanta offerta di crediti e pochissimi acquirenti questa è la realtà– ribadisce Ndricim Popa responsabile degli edili- bisogna trovare una soluzione a questo. Devono essere indicate le percentuali della cessione del credito e chi lo può acquisire. Bisogna fare chiarezza, altrimenti adesso l’impresa, se ci riesce, cede il suo credito per percentuali che vanno dal 60% all’80%. Bene quindi la proroga al 2025 del Superbonus a patto che si metta mano anche alla cessione dei crediti».
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