
Il bar Mirò davanti al quale si sono incontrati Omar Pintucci e il 23enne
di Gianluca Ginella
Tentato omicidio a Recanati, Omar Pintucci si è scusato con il 23enne che ha accoltellato: «Sono contento che stai bene e ti stai rimettendo». L’uomo, 48 anni, questa mattina ha parlato nel corso del processo, partito oggi, che si svolge con rito abbreviato davanti al giudice Domenico Potetti. Pintucci è accusato di tentato omicidio con l’aggravante dell’odio razziale (il 23enne accoltellato è italiano di origini marocchine).

L’avvocato Donato Attanasio
Il 48enne, lo scorso 30 luglio, ha ferito il 23enne con un coltello, causandogli cinque ferite: una sul petto, due sul dorso (a livello della scapola destra), una in regione lombare sinistra, e l’ultima sull’avambraccio sinistro.
Inoltre gli avrebbe urlato «sei morto… ti ammazzo». Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Claudio Rastrelli, Pintucci avrebbe agito così perché, andato al bar Mirò di Recanati, sarebbe stato infastidito dal vociare dei ragazzi in strada davanti al locale.
Dopo aver mostrato il coltello al 23enne, questo si era rifugiato nel locale per chiedere aiuto. Poi Pintucci si sarebbe appostato in un vicolo per attendere il giovane e dopo aver avuto con lui una colluttazione lo aveva accoltellato.

L’avvocato Damiano Corsalini
Il 23enne era stato ricoverato in prognosi riservata. Oggi Pintucci ha dato la sua versione dei fatti. Ha sostenuto che il 23enne gli aveva chiesto di offrirgli una birra «gli ho detto di no e lui mi ha colpito con due schiaffi». Ha detto di essersi allontanato e poi di essere tornato col coltello. Il ragazzo si era rifugiato nel bar, e lui non aveva potuto seguirlo perché fermato dal titolare. Poi, dice Pintucci, il 23enne «mi ha raggiunto e mi ha dato tre cazzotti, allora ho estratto il coltello e l’ho colpito». «Anche il mio assistito è stato ricoverato in ospedale, con prognosi di 30 giorni» dice l’avvocato Donato Attanasio, che assiste Pintucci. L’udienza è poi stata rinviata al 3 aprile per sentire una testimone. Parte civile si è costituito il 23enne, assistito dall’avvocato Damiano Corsalini: chiesto un risarcimento di 275mila euro.
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