I numeri indicano un problema:
«Su 10 nuovi accessi al Sert di Civitanova,
9 sono per cocaina»

CONSIGLIO comunale aperto sulla sicurezza iniziato con la denuncia di dissenso da parte di tre consigliere per la presenza di Fausto Troiani a presiedere l'assise dopo le vicende giudiziarie. Discussione a tratti imbarazzante su temi marginali, poi una fotografia precisa scattata da Mario De Rosa, responsabile del Sert: «Trattiamo 70 persone per abuso di cocaina, tra cui anche alcuni 60enni». Il sindaco Ciarapica: «Questa non è una città insicura. Tutti di fuori i protagonisti dei gravi fatti della scorsa estate»
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di Laura Boccanera

Parole tante, ma il dato è uno solo e lo dà il responsabile del Sert Mario De Rosa: su 10 nuovi accessi al Sert, 9 sono per cocaina. Un numero che dovrebbe far saltare sulla sedia anche perché il medico della struttura mette in guardia su un nuovo approccio agli stupefacenti :«Non è più come prima» e lo ripete come un appello accorato.

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Da sinistra Gianni Giuli direttore dipartimento prevenzione, Mario De Rosa direttore Sert Civitanova e Jose Berdini responsabile comunità Pars

E’ questa l’unica vera notizia di un consiglio comunale aperto sulla sicurezza che si presenta anomalo e stonato per diversi aspetti. Il primo: arriva a 6 mesi di distanza dai fatti clamorosi per cui è stato convocato. L’opposizione lo chiese infatti dopo gli omicidi di Alika e di Rached Amri, delitto avvenuto nell’ambito dello spaccio. In secondo luogo nessun rappresentante delle forze dell’ordine era presente per relazionare sui numeri di reati e denunce in modo tale da fornire un quadro della criminalità in città. Ne esce una rappresentazione forse utile sul piano sociale per fotografare devianza, disagio giovanile e tossicodipendenza, ma del tutto anestetizzato rispetto al problema reale della criminalità. Perché poi si è parlato di tutto e di più rendendo banale e a volte imbarazzante la discussione (da chi cita basso bacino del Chienti o la scala della scuola di via Ugo Bassi come problema sulla sicurezza finanche al vicesindaco Morresi che addirittura invita un amministratore che gira sul marciapiedi in bicicletta a non farlo più). Tanto che dopo 2 ore di discussione è un cittadino, Maurizio Gennari a dirlo a voce aperta «E’ stato tutto incentrato sul disagio giovanile, tutto interessante, tutto vero, ma non perdiamo di vista la sicurezza in generale perché là fuori ci sono riciclatori, spacciatori, ladri, ndranghetisti e delinquenti comuni».

Nulla insomma a che fare con i consigli comunali sulla sicurezza del passato, al fulmicotone, dove l’allora opposizione, oggi maggioranza, contestava su sicurezza percepita e reale e fulminava l’allora sindaco Tommaso Corvatta che indicava la riqualificazione dei luoghi come deterrente alla criminalità venendo deriso da coloro che oggi dalla maggioranza portano invece gli stessi argomenti. Pochissime invece le presenze fra il pubblico, oggi, di attivisti politici o candidati di centrosinistra.

Consiglio-comunale-aperto-sulla-sicurezza-Civitanova-4-325x244Il Consiglio si è aperto però anche con la denuncia di dissenso per la presenza di Fausto Troiani a presiedere l’assise dopo la condanna per diffamazione a Laura Boldrini e la chiusura delle indagini per lesioni e violenza privata verso una ragazza (presente oggi tra il pubblico) con cui, sostiene la donna, aveva avuto una relazione. Appello presentato da Lidia Iezzi del Pd e da Lavinia Bianchi e Silvia Squadroni di Siamo Civitanova che poi hanno abbandonato l’aula rimanendo tra il pubblico. «Esprimiamo il nostro dissenso perché ci troviamo qui senza che la maggioranza abbia affrontato il problema dell’opportunità che a presiedere sia Troiani – legge la Iezzi – condannato in primo grado per diffamazione e con un procedimento in corso ed esprimiamo analogo dissenso per il fatto che l’assessore Cognigni a sua volta indagato e delegato proprio alla sicurezza mantenga tuttora la sua carica quando sensibilità etica ed istituzionale gli chiederebbero di fare un passo indietro» E sulla convocazione del consiglio aggiunge:

«Gli spacciatori stanno riempiendo la città di droga. A questo consiglio comunale si arriva dopo due omicidi e una serie di furti e reati. Sarebbe stato importante avere le forze dell’ordine per avere un quadro più reale. Anche perché abbiamo notato che le notizie di reato non vengono più comunicate dagli enti preposti. Ciò che esce è frutto di informazioni carpite dai giornalisti spesso grazie alla conoscenza diretta dei fatti o tramite canali personali».

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Il presidente del consiglio comunale Fausto Troian

L’intervento del sindaco Fabrizio Ciarapica è in linea con l’andamento del consiglio ovvero: “tutto è sicurezza”: «Spiace che alcuni consiglieri abbiano cambiato argomento e cercato la strumentalizzazione politica – dice parlando del riferimento a Troiani –  Civitanova non è una città insicura e fuori controllo, i fatti di questa estate seppur gravi non possono etichettare Civitanova come una città in cui non c’è sicurezza. Sono fatti spiacevoli che hanno riguardato però persone che non sono stanziali di Civitanova e totalmente imprevedibili. Il problema della sicurezza non ha colore politico anche se ereditammo dalla precedente amministrazione una situazione grave con fenomeni di abusivismo commerciale e nomadismo» concludendo poi l’intervento con la lista dei provvedimenti presi a contrasto tra cui telecamere, rinnovo del parco auto alla polizia municipale, riqualificazione delle aree verdi e poi sulla movida dice: «Sicurezza e vivacità commerciale sono in correlazione, i locali della movida non sono elementi negativi, è limitativo parlare di sicurezza basandosi sul numero dei reati, occorre alzare il livello della discussione».

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Gianni Giuli e Mario De Rosa

Livello della discussione che si è elevato grazie alla presenza dei tecnici (tra cui Gianni Giuli direttore del dipartimento dipendenze patologiche e José Berdini della cooperativa Pars) ed in particolare del dottor Mario De Rosa del Sert che con parole lucide e numeri (gli unici ascoltati in questo consiglio comunale) ha raccontato una Civitanova sommersa ma sotto gli occhi di tutti, quella della cocaina. Un fenomeno pervasivo della tossicodipendenza che ha portato praticamente quasi la totalità dei nuovi accessi a soffrire per dipendenza da questa sostanza. «Lo stile di dipendenza sta cambiando – dice  De Rosa – un dato a spanna è che su 10 nuovi ingressi 9 sono per cocaina e questo è un punto centrale. Se non sosteniamo Sert e servizio psichiatrico il problema della sicurezza a breve sarà non riuscire più a far fronte a situazioni patologiche serissime. Abbiamo 85 inserimenti, 122 soggetti che arrivano in alternativa alla pena e altri 129 per patenti ritirate, trattiamo circa 70 soggetti per abuso di cocaina che si associa a problematicità sociale in un quadro di assenza di critica e giudizio, senza alcun rispetto delle regole. Questi soggetti narcisistici non sentono di avere un problema e spesso vengono trascinati o dalla psichiatria o dalle forze dell’ordine o dalle famiglie esasperate. Non è più come prima, e non c’è esenzione per nessuno né per età né per classi sociali. Abbiamo anche 60enni che consumano con una facilità inquietante e spesso anche con strane combinazioni con alcool e gioco azzardo patologico. Credo che non bisogna abbassare la guardia e riprendere dai principi dell’uomo e non dal desiderio onnipotente. L’educazione va fatta in questa direzione altrimenti non c’è più rispetto del limite e delle regole. No va minimizzato il problema del consumo di cocaina».

Della necessità della prevenzione parla anche Gianni Giuli che spiega come purtroppo si è abbassata l’età dell’incontro con la prima droga: «A fare prevenzione partiamo dalle elementari – racconta – perché ormai è assodato che i ragazzi incontrano le droghe a partire dalla prima media. Tutti conoscono la droga e chi si ubriaca hanno in prima media la prima esperienza di che vuol dire droga. E partiamo dalle elementari dando ai ragazzi abilità psicologiche e cognitive. Civitanova fa parte della rotta balcanica, non possiamo negarlo, arriva droga dal mare e dall’Umbria. Le forze dell’ordine intercettano il 5% di ciò che entra. Serve l’educativa di strada e la scuola e la famiglia sono fondamentali».

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Andrea Foglia di CitaNò alla dorga

Tra gli interventi delle associazioni che hanno partecipato anche Andrea Foglia di ‘CitaNò alla droga’  e del progetto ‘Oltre’ che ha presentato le proposte legate alla prevenzione della devianza giovanile primo fra tutti la nascita di un osservatorio permanente sui giovani per le politiche sociali per la salute e per il benessere. «E’ un progetto nato dal  basso, animato dal privato sociale che metterà tutto il suo impegno per fornire strumenti necessari a leggere e interpretare i bisogni che animano il territorio per individuare azioni ed interventi». Foglia ha poi richiesto anche la convocazione di una riunione al presidente della commissione sociale per discutere di questi temi e una maggiore collaborazione rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi.

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