«Il Classico in centro? Ha dei vantaggi
Ma la sicurezza non è barattabile»

TOLENTINO - Il pensiero di alcuni genitori dopo l'incontro con l'amministrazione dove il sindaco ha rassicurato sullo spostamento delle classi dai locali ex Quadrilatero: «Un investimento così esiguo per la ristrutturazione di 10 aule e ambienti comuni lascerebbe pensare che non ci siano stati danni significativi né conseguenze importanti a seguito della chiusura prolungata degli ambienti. Ma allora la domanda che ci si pone è come mai il trasferimento non sia stato organizzato già in passato?»
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L’incontro tra amministrazione e genitori

 

di Francesca Marsili

«Tornare in centro ha vantaggi dal punto di vista logistico, la stazione ferroviaria sarebbe infatti a pochi passi dalla sede scolastica. Allo stesso tempo, avere i propri ragazzi in ambienti sicuri è qualcosa di non barattabile, è indubbiamente l’elemento unico, fondamentale, per il quale sono indispensabili evidenze inequivocabili». È il pensiero di alcuni genitori degli studenti del liceo Classico Francesco Filelfo di Tolentino alla luce della possibilità di far ritornare in centro le classi, nella vecchia struttura lesionata dal sisma del 2016, dopo l’intervento di messa in sicurezza lasciando l’attuale sede provvisoria negli ex uffici della Quadrilatero. Con una nota evidenziano i loro timori dopo l’incontro pubblico avvenuto la scorsa settimana tra il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi e il dirigente scolastico del Liceo Filelfo, Donato Romano e i genitori degli studenti.

incontro-classico-1-325x183«Sembrerebbe, infatti, secondo i sopralluoghi effettuati di recente dai tecnici – premettono le famiglie di alcuni studenti di Tolentino e San Severino – che le aule del liceo Classico non abbiano subito le stesse lesioni significative delle aule del Liceo Scientifico; i due palazzi sono adiacenti, l’ingresso lo stesso. Tuttavia la resistenza sismica sembrerebbe diversa». Nell’incontro con i genitori è stato spiegato che il Comune di Tolentino ha finanziato questa iniziativa con 180.000 euro di fondi propri, al fine di garantire la riapertura degli ambienti già nei primi mesi del 2023. I punti interrogativi dei genitori presenti, gli stessi che ora vengono riproposti, sono stati prevalentemente legati all’incolumità dei ragazzi in caso di nuovi eventi sismici. «Un investimento così esiguo per la ristrutturazione di 10 aule e ambienti comuni lascerebbe pensare che non ci siano stati danni significativi nè conseguenze importanti a seguito della chiusura prolungata degli ambienti. Ma allora – prosegue il gruppo di genitori – la domanda che ci si pone è come mai il trasferimento non sia stato organizzato già in passato? Oppure, dall’altra, come essere certi che questo trasferimento non sia proposto con troppa leggerezza ora?».

Come richiesto da alcuni genitori nel corso della serata dibattito «vi è attesa per il prossimo incontro che il sindaco si è impegnato a organizzare all’interno dei locali, a lavori conclusi ma prima del trasferimento delle classi, in modo da poter visionare anche direttamente gli ambienti». In quell’occasione verranno presentate evidenze di come erano gli spazi subito dopo il terremoto e della tipologia di lavori effettuati per il rientro. «Naturalmente – aggiungono – i genitori vorranno sapere come saranno organizzati anche i piani di evacuazione, come da norma vigente. L’immobile non ha un indice di vulnerabilità sismica, sicuramente il sindaco dovrà richiederlo quanto prima, in modo da poter partecipare anche a bandi pubblici per futuri adeguamenti dell’immobile». Opinioni divergenti quelle emerse nel dibattito, dove diversi genitori, un po’ preoccupati e un po’ incuriositi, attendono i prossimi passi prima di esprimersi riguardo a questo possibile ritorno in centro. La fine dei lavori di messa in sicurezza della porzione dello stabile che potrebbe ospitare le otto classi del liceo Filelfo, è prevista per il 17 gennaio 2023. Dopodiché occorrerà attendere le varie certificazioni. L’ultima parola sul trasferimento spetta alla Provincia, che ha l’egida degli istituti secondari di secondo grado.

 

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