Ritorno del Classico in centro,
genitori preoccupati: «E’ sicuro?»
Confronto con sindaco e dirigente

TOLENTINO - Mauro Sclavi ha rassicurato che si farà solo quello che avrà l'ok dei tecnici: «Il futuro è il campus, che però non ha tempi certi. Abbiamo speso dei soldi per la preoccupazione di preservare le nuove iscrizioni». Il preside Donato Romano: «Tutto nella sede dell’ex Quadrilatero dove ci troviamo da sei anni è un problema». Una mamma sul ritorno nel vecchio stabile: «Una struttura non usata da tanto tempo non migliora, ho delle paure per mia figlia»
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L’incontro sul futuro del Classico

di Francesca Marsili

Futuro del liceo Classico Filelfo di Tolentino, botta e risposta tra genitori e Comune. Tra chi chiede l’indice di vulnerabilità della vecchia del liceo dove il Comune intenderebbe trasferire i ragazzi, a chi lamenta che quella attuale (i locali della ex Quadrilatero) non è vivibile per gli studenti. L’incontro è stato promosso dal sindaco Mauro Sclavi, dall’assessore alla Ricostruzione Flavia Giombetti e dal dirigente del liceo, Donato Romano. La questione è il ritorno, dopo i lavori di messa in sicurezza, nella vecchia sede in centro storico.

incontro-classico-3-650x366 Diversi i dubbi sollevati dai tantissimi genitori presenti oggi nella sala lettura dell’ex centrale del Ponte del diavolo. Una platea spaccata tra favorevoli e contrari. Il primo cittadino ha spiegato i motivi che hanno portato la nuova Giunta verso la scelta di trasferire nella vecchia sede il liceo Classico che dal 2017 assieme allo Scientifico, si trova nell’ex uffici della Quadrilatero.

«Il futuro è il campus, che però non ha tempi certissimi – ha premesso Sclavi – nel frattempo stiamo cercando di trovare una soluzione prendendo in esame parte della struttura dove si trovava il liceo Classico. La valutazione non è politica, ma esclusivamente tecnica. Se una cosa è fattibile viene certificata dai tecnici altrimenti non lo è» ha detto per rassicurare i genitori. 180mila euro il costo dell’operazione interamente finanziato dal Comune. Sclavi ha spiegato che «l’attenzione si è rivolta esclusivamente nella parte meno lesionata dello stabile e il progetto di messa in sicurezza è stato fatto dall’ingegnere incaricato dalla Provincia. Questa collaborazione tra Comune e Provincia nasce dalla volontà di portare gli studenti in una struttura quanto più vicina a quella che la normativa dice essere una scuola. I lavori di messa in sicurezza iniziati hanno messo in evidenza che le mura non hanno subito danni. Quello che abbiamo fatto è dare la possibilità alla Provincia, alle famiglie, agli studenti e alla scuola, una scelta – ha detto ancora Sclavi -. Abbiamo speso dei soldi perché abbiamo anche la preoccupazione di preservare le nuove iscrizioni. Mi sento moralmente impegnato sul futuro, sono sicuro che avremo un campus meraviglioso, ma nel frattempo se le iscrizioni vanno altrove: Camerino e Macerata, e si corre il rischio di perdere la presidenza e quindi l’autonomia».

incontro-classico-2-650x366Antonio, un genitore, prende la parola e risponde: «La paura che si ha di perdere gli studenti perché si resta nell’attuale struttura, è lo stesso che si corre anche se ci sono genitori che per paura li portano via e li iscrivono altrove». Una mamma ha chiesto il parere in merito al dirigente d’istituto Donato Romano. Il preside ha spiegato le difficoltà di fare scuola in una situazione nata per essere provvisoria, i capannoni dell’ex Quadrilatero. «E’ ovvio che il campus è la priorità – ha precisato – ma nello stesso tempo dobbiamo immaginare una situazione transitoria. Dal 2016 abbiamo perso 120 iscrizioni, dobbiamo evitare di avere una scuola senza alunni. Tutto nella sede dell’ex Quadrilatero è un problema: non abbiamo una palestra, la delocalizzazione ha comportato la riduzione dell’orario delle lezioni perché i trasporti hanno degli orari diversi, e io devo garantire che le lezioni siano in linea con il programma nazionale. E’ una situazione pericolosa perché le aule del triennio danno sul parcheggio». Romano ha poi spiegato il perché si è scelto di destinare gli spazi proprio al Classico: « le otto classi di questo indirizzo rientrano nelle dieci aule che saranno allestite e perché i docenti che insegnano al Classico non hanno altri indirizzi». Il dirigente ha concluso che «non è una decisione definitiva, ma un’opportunità, che ci consentirebbe di ridurre i problemi che abbiamo con i trasporti». Un’altra mamma, Simonetta: «in caso di scosse quali altre vie di fuga sono previste nella struttura destinata al Classico?». Le ha fatto eco Stefania che ha evidenziato come «la struttura in questione è circondata da cantieri». Ha riposto Sclavi: «Quello stabile ospitava già il Classico, e le vie di fuga sono le stesse, a norma, che c’erano prima». Un’altra mamma ha poi espresso perplessità riguardo al fatto che la struttura è inutilizzata da sei anni e «non utilizzarla non ha migliora la condizione, la peggiora. Sono responsabile di mia figlia, ho delle paure, non sono tranquilla». Sclavi ha risposto: «E’ una paura legittima, ma ci basiamo su delle certezze che ci danno le normative».

L’avvocato Cinzia Pucciarelli, mamma anche lei, è a favore dello spostamento perché la sua paura più grande «è invece quella che suo figlio concluda il ciclo di studi senza aver fatto scuola in un’aula vera». Cadmia Carloni, una mamma di San Severino: «Quale è l’indice di vulnerabilità della scuola?». Le ha riposto l’ingegnere del Comune Katiuscia Faraoni: «In questa fase non lo abbiamo calcolato, farlo adesso non ha nessun valore, quello precedente lo ha la Provincia, lo possiamo chiedere». Sclavi ha aggiunto: «l’indice di vulnerabilità nelle scuole di Tolentino lo raggiungono solo le nuove: King e Rodari». Claudio Schiavoni, ingegnere, papà di due ragazze del Filelfo spiega di non essere sodisfatto dell’attuale sede ed è favorevole allo spostamento. «Alla Quadrilatero quasi non ci sono le condizioni igienico-sanitarie, ci sono aule senza finestre». Il confronto si è concluso lasciando aperta l’ipotesi, qualora fosse possibile dietro richiesta, di visionare i locali dove i lavori termineranno il 17 gennaio. Per l’eventuale trasferimento dove la Provincia ha l’ultima parola, occorre attendere i vari certificati e l’allestimento delle aule: probabilmente febbraio 2023.



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