Una piazza “palcoscenico aperto”
per l’addio a Claudio Gaetani:
«Ciao alieno venuto da un’altra galassia»

CIVITANOVA - L'attore 46enne, morto l'8 settembre, aveva espresso il desiderio che il suo funerale fosse una sorta di festa. Nella città alta è arrivata anche la banda dei Rulli e frulli per accompagnare la funzione. Elogio funebre del collega Giorgio Felicetti: «Ha fatto del suo essere fuori misura la sua forza, emanava amore e potenza»
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I video del funerale

di Laura Boccanera

Nonostante avesse solo 46 anni, un desiderio per il giorno del suo funerale, che non immaginava sarebbe arrivato così presto, Claudio Gaetani lo aveva espresso: che fosse una specie di festa, con la banda e tutto il resto.funaerlae-claudio-gaetani Ed è stato accontentato.

Da Finale Emilia sono arrivati i Rulli e Frulli per tributare un ultimo saluto all’attore, regista, docente, presidente dell’Anpi di Civitanova. Un corteo che fra lacrime e sorrisi nel ricordo dell’amato concittadino ha scortato la salma fino al cimitero da piazza della Libertà dove è stata officiata la cerimonia funebre.

Tanti i presenti, circa 300 le persone che hanno voluto riabbracciare Claudio arrivato giovedì in Italia con un volo che lo ha riportato a casa a distanza di un mese da quell’infarto che lo ha strappato all’affetto dei suoi cari, il padre, l’avvocato Roberto Gaetani, la compagna Tasha e l’amato cagnolino Clint. Sono tutti in prima fila in piazza per rendergli l’omaggio che merita. La salma, da San Francesco dove era stata allestita la camera ardente, sulle note della colonna sonora di “Nuovo cinema Paradiso”, è arrivata, fra due ali di folla, in piazza ultimo palco della sua vita vissuta in un sorso, ma piena di tante cose bellissime e straordinarie.

E le testimonianze di chi lo ha conosciuto ed ha incrociato la propria vita con la sua hanno raccontato proprio le tante anime, tutte diverse e tutte gioiose di Gaetani. Anche il parroco si è “arreso” ad un funerale suis generis: «Claudio non avrebbe voluto un funerale triste e un’omelia comune – ha raccontato il parroco – una delle sue caratteristiche era la gioia. Oggi Claudio non ci dà il permesso di essere tristi. Non sapeva che sarebbe morto così giovane ma non ha trascorso invano il proprio tempo».

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In prima fila il sindaco Fabrizio Ciarapica

Tra le tante testimonianze anche quella del sindaco Fabrizio Ciarapica: «Molto è stato scritto e detto su di Claudio, per me è stato esempio di ascolto e dialogo, di accrescimento culturale. Aveva preso con responsabilità anche l’eredità che Annita gli aveva lasciato all’interno dell’Anpi e lascia un grande vuoto».

A pronunciare l’elogio funebre l’amico e collega Giorgio Felicetti: «Non avrei mai creduto due anni dopo Annita di dover commemorare Claudio. Ci ha riunito qui, nella sua piazza, palcoscenico aperto. Ci hai rubato il cuore, sei stato  come un extraterrestre che appare e scompare. Credo che Claudio sapesse che il suo tempo non sarebbe stato lungo, una corsa in salita come Pantani, una vita fuori misura. Ed era riuscito a fare di quel fuori misura la sua forza, una forza di pace, tolleranza, amore per gli altri e questo è rivoluzionario. Ogni amicizia era un rapporto di amore, o tutto o niente, ogni rapporto diventava totale o tutto o niente. Siamo qui oggi costernati con una domanda che vedo negli occhi di tutti: e adesso? Che mondo è quello che rimane senza Claudio? Ma contenere Claudio nelle parole diventa costrizione. E’ stato un corpo bellissimo che emanava amore e potenza. La sua camminata conquistava, bastava vederlo da lontano arrancando nelle salite. In quella camminata c’era tutto Claudio, così come nella sua risata, irresistibile, specie dopo aver sparato una cazzata. Era un talento inesauribile. Et era il suo film, credo si fosse immedesimato in quel piccolo alieno e per noi è stato questo: un alieno contagioso, che sembrava provenire da chissà quale galassia e quando un essere così vola via si forma una voragine d’amore».

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Claudio Gateani

Poi rivolto alla compagna Tasha aggiunge: «Claudio era innamorato dell’ amore. Quando gli chiesi che cos’è per te Tasha mi ha risposto “pura magia”. Lo hai reso felice, ti ha reso felice. Tutti noi ricordiamo il tempo con te come i giorni spensierati della nostra vita. Piccolo grande rubacuori, alla fine ti sei preso il tuo di cuore per tornare ad essere Et e al richiamo di sua madre tornare in chissà quale asteroide».

Tra le tante testimonianze anche quella dei colleghi docenti di Porto Potenza e dei bambini a cui aveva insegnato: «Grande la sua passione per l’insegnamento, per lui erano tutti bravi, ma non perché era superficiale, ma perché riusciva a trovare in tutti quel guizzo e scintilla da fare diventare fiamma». Al termine della messa la bara ha raggiunto il cimitero di Civitanova Alta dove verrà sepolta, scortata dai tamburi dei Rulli e Frulli e dall’applauso della folla.

 

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