L’abbraccio alla famiglia di Alika:
fiori, raccolte fondi
e silenzio nelle chiese di Civitanova

OMICIDIO SUL CORSO - Il Comune di San Severino è vicino alla vedova, nella scuola del figlio sarà avviata una colletta e anche il negozio "DuIn" in corso Umberto I sta raccogliendo fondi per l'iniziativa di solidarietà lanciata da Valeria Paniccia. Giancarlo Giulianelli, garante regionale dei diritti: «Non possiamo non cogliere l’indifferenza dimostrata da chi è stato testimone di quanto stava accadendo, che invece di intervenire per portare aiuto ha preferito scattare foto e girare filmati». Condanna anche da parte di Lorenzo Lattanzi (Aiart Marche)
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Charity Oriachi, moglie di Alika, oggi a Civitanova

 

di Claudia Brattini (foto di Fabio Falcioni)

L’omicidio di Alika Ogorchukwu ha scosso le coscienze e mentre molti accusano di indifferenza quanti non hanno reagito di fronte all’aggressione e alla terribile scena di violenza sono invece diverse le comunità che oggi si sono prontamente mobilitate per affiancare la famiglia del 39enne di origine nigeriana e residente a San Severino. Proprio il Comune assicura il suo sostegno. «Siamo veramente addolorati per questa tragedia, Alika era un padre di famiglia». La sindaca di San Severino, Rosa Piermattei, a nome di tutta la comunità settempedana ha espresso così il suo più profondo cordoglio per poi continuare: «Le istituzioni ci sono e sono vicine alla famiglia».

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Mazzi di fiori sul luogo dell’omicidio (Foto Falcioni)

Anche la scuola frequentata dal figlio di Alika, l’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi”, per voce del dirigente Sandro Luciani, si è unita al comune cordoglio facendo sentire il proprio abbraccio alla famiglia verso la quale promuoverà «forme di solidarietà. Al ritorno a scuola a settembre – spiega il preside – faremo anche raccolta fondi per la moglie e il figlio di Alika». Profondo cordoglio dall’arcivescovo di Camerino – San Severino, monsignor Francesco Massara, che ha espresso vicinanza ai familiari unendosi al dolore della comunità settempedana.

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Laura Latino del negozio Duin

Si è mobilitata anche Laura Latino, la titolare del negozio DuIn di fronte al quale è avvenuto l’omicidio. «Sono arrivati già in molti – dice – a destinare un contributo per quella che è a tutti gli effetti una “gara di solidarietà” promossa da Valeria Paniccia». La città è sgomenta, in molti arrivano sul marciapiede dove ha perso la vita e lasciano biglietti di cordoglio, alcuni che inneggiano ad uno stop del razzismo. Il tutto mentre era in corso la protesta della comunità nigeriana lungo il corso e poi sotto al Comune.

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Il post di Valeria Paniccia sulla raccolta fondi

Nelle chiese della diocesi Civitanova da domani sarà osservato qualche minuto di silenzio per condannare ogni forma di violenza. «La nostra chiesa locale e le parrocchie di Civitanova di fronte all’uccisione di Alika scelgono l’atteggiamento del silenzio per lasciarci ferire il cuore e sconvolgere dell’accaduto. Preghiamo per la vittima e siamo vicini a tutti coloro che sono nel dolore e nell’angoscia per quanto successo. A partire dell’Eucaristia che celebreremo domenica, nella quale in luogo dell’omelia ci saranno alcuni minuti di silenzio, vogliamo ribadire e rafforzare il nostro impegno per la pace e perché l’aggressività non si sostituisca alla giustizia e non metta più in pericolo altre vite. Nessuna forma di violenza può avere cittadinanza nella vita secondo lo stile del Regno di Dio. Preghiamo anche per l’aggressore e i suoi familiari».

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La moglie di Alika con il sindaco Fabrizio Ciarapica

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Giancarlo Giulianelli

Usa le parole “sconcerto”, “indifferenza” e “mancanza di rispetto” il Garante regionale dei diritti, Giancarlo Giulianelli, per commentare quanto accaduto ieri. «Sconcerto – evidenzia – per la morte del 39enne nigeriano e per la brutalità di chi ha commesso l’omicidio. Alla famiglia della vittima tutta la nostra profonda vicinanza. Ma nello stesso tempo non possiamo non cogliere l’indifferenza dimostrata da chi è stato testimone di quanto stava accadendo, che invece di intervenire per portare aiuto ha preferito scattare foto e girare filmati».

E proprio su foto e filmati Giulianelli sofferma la sua attenzione per parlare di mancanza di rispetto. «Materiale che oggi ritroviamo – dice – sulla stampa e suoi social, senza che alcuno abbia prestato attenzione a cosa possa voler dire per la famiglia, per il figlio, vedere quelle immagini. Se qualsiasi altra persona si fosse trovata nella stessa situazione cosa avrebbe pensato? Ritengo che si debba ormai fornire ancora più sostanza alla nostra riflessione sull’informazione e sull’uso dei social ed è per questo motivo che diviene indispensabile un confronto allargato con altre autorità di garanzia che si occupano di queste problematiche, come il Corecom, con l’Ordine professionale dei giornalisti, con i rappresentanti delle nostre istituzioni regionali. È un appello che spero possa trovare riscontro in tempi celeri».

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Lorenzo Lattanzi

«Non si ripetano ancora gli errori del passato». È perentorio l’invito del presidente regionale Aiart Marche Lorenzo Lattanzi con riferimento ai fatti di Macerata e all’omicidio di Pamela Mastropietro. «In questa occasione sentiamo il dovere d’intervenire direttamente con questo comunicato per promuovere una riflessione collettiva sulla banalizzazione della violenza, sul disimpegno civile e sulle povertà educative. Non ci si può scaricare la coscienza limitandosi ad accendere il cellulare per riprendere certe scene e condividerle in rete! Forse è giunto il momento di domandarsi se la sovraesposizione alla violenza verbale e fisica, che imperversa sui social e sui vari schermi personali di cui siamo tutti dotati, non contribuisca in qualche modo a una sorta di assuefazione al male, a una sua spettacolarizzazione, se non addirittura – penso al caso degli adolescenti e delle baby gang – a promuovere atteggiamenti emulativi, solo per ricevere qualche like in più».

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Paola Antolini del negozio DuIn, che gestisce assieme alla figlia Laura Latino

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(Foto Falcioni)

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