Colpo in autogrill, i 2 restano in cella:
uno confessa, l’altro fa scena muta
Le immagini della rapina

TOLENTINO - Oggi l'udienza in carcere davanti al gip. Il 54enne di Corridonia, Francesco Mancioli, ha ammesso tutto e sulla pistola ha detto di averla trovata. Vorrebbe un permesso per lavorare. Il 34enne Sami Ferchichi ha scelto di non rispondere alle domande. Erano finiti in manette domenica, 24 ore dopo aver messo a segno la rapina lungo la superstrada
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Il rapinatore con la parrucca da clown

di Gianluca Ginella

Rapina all’autogrill di Tolentino, uno confessa davanti al giudice il secondo arrestato fa scena muta. Entrambi resteranno in carcere. Il colpo era stato messo a segno all’alba di sabato lungo la superstrada a Tolentino. Due uomini, approfittando di un momento in cui non c’era nessuno tranne la barista, sono entrati armati di pistola.

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La refurtiva recuperata

Uno aveva un casco integrale, l’altro una parrucca da clown. I due malviventi hanno minacciato la barista puntandole la pistola e dicendole una cosa come «Da brava, dacci tutti i soldi». Il colpo aveva fruttato 7mila euro tra contanti, sigarette e gratta e vinci. Nel giro di 24 ore i carabinieri della Compagnia di Tolentino hanno individuato e arrestato i rapinatori: un 54enne di Corridonia, Francesco Mancioli, e un 34enne tunisino, Sami Ferchichi. Oggi si sono svolte le convalide dei fermi nel carcere di Montacuto, ad Ancona, davanti al gip Giovanni Manzoni. Mancioli, assistito dall’avvocato Antonella Passalacqua, ha confessato la rapina. Ha detto, sulla pistola, che l’aveva trovata in una borsa nel suo capannone. Sul motorino usato per fare il colpo ha detto invece che glilo aveva procurato il complice, che stava ospitando a casa sua, tramite un amico comune.

Rapina-autogrill-tolentino-7-650x488Su come sia maturata l’idea del colpo nulla è stato chiesto e nulla ha detto. Mancioli lavora in un bar e ha chiesto una misura che gli consentisse di andare al lavoro.

Il giudice ha confermato la misura cautelare in carcere ma, qualora venisse trovata la disponibilità di un braccialetto elettronico potrà andare ai domiciliari. Ferchichi, difeso dall’avvocato Alessandro Ciarrocchi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Pure lui resterà in carcere. Le indagini dei carabinieri sono state coordinate dal pm Enrico Barbieri. Nell’arco di pochissimo, grazie anche alla collaborazione delle polizie locali di Tolentino e Corridonia, sono state visionate le telecamere alle uscite della superstrada. Questo ha permesso di notare che il motorino usato per fare il colpo seguiva un’auto che poi è risultata essere stata presa a noleggio da Mancioli. Questo dettaglio ha condotto i militari sulla pista giusta. All’alba di domenica il blitz nel casolare e a casa di Mancioli. I carabinieri hanno trovato la refurtiva, la pistola, e gli abiti usati per fare il colpo.

Il titolare dell’autogrill rapinato, Luca Favetta, ha annunciato di avere intenzione di costituirsi parte civile quando ci sarà il processo.

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Rapina all’Autogrill, due arresti dopo il blitz in un casolare diroccato



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