Rapina all’Autogrill, due arresti
dopo il blitz in un casolare diroccato

TOLENTINO - Indagine lampo dei carabinieri: in carcere un 54enne di Corridonia, Francesco Mancioli, e un 34enne tunisino, Sami Ferchichi. Nel nascondiglio trovati gli abiti usati nel colpo, parte della refurtiva (il colpo ha fruttato circa 7mila euro) e l'arma. La pista decisiva è stata un'auto presa in affitto e che ha portato a risalire all'italiano che è stato rintracciato tramite il cellulare. Il colonnello Nicola Candido si è complimentato per il lavoro svolto dalla Compagnia di Tolentino e dalle stazioni di San Severino e Corridonia. Il titolare del locale rapinato, Luca Favetta, ha ringraziato gli inquirenti
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La rapina in autogrill (Foto Cronache Maceratesi)

Li hanno trovati in un casolare mezzo diroccato. All’interno c’erano ancora gli abiti usati per il colpo, oltre a parte della refurtiva e una pistola. E’ durata meno di 24 ore la fuga dei due malviventi sospettati della rapina a mano armata messa a segno all’alba di sabato all’Autogrill in superstrada a Tolentino. Il blitz dei carabinieri domenica mattina a Corridonia. Gli arrestati, un 54enne italiano, Francesco Mancioli, e un 34enne tunisino, Sami Ferchichi, già noti alle forze dell’ordine, sono stati posti in stato di fermo e trasferiti nel carcere di Montacuto, ad Ancona. Il colpo aveva fruttato loro circa 7mila euro tra contanti, sigarette e gratta e vinci.

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Il capitano Giulia Maggi

Un’indagine lampo quella coordinata dal sostituto procuratore Enrico Barbieri e condotta dei militari della Compagnia di Tolentino diretta dal capitano Giulia Maggi. Fondamentale le immagini delle telecamere di sicurezza. Secondo quanto ricostruito dai militari, i due sono arrivati nell’Autogrill verso le 5,30 di sabato con uno scooterone Yamaha modello T-max. Uno indossava un casco integrale, l’altro una calza e una parrucca da pagliaccio. Entrambi avevano guanti di lana. Dopo aver minacciato con una pistola la commessa, l’hanno costretta a consegnare l’incasso della serata precedente, stecche di sigarette e Gratta e vinci. All’improvviso è entrato un cliente, e i due hanno accelerato il colpo. Finito di riempire il borsone, sono fuggiti a bordo del T-Max in direzione Macerata. Nell’uscire dal locale l’uomo armato di pistola si è voltato verso la barista e, con l’intento di intimorirla, ha puntato l’indice verso il basso, facendole cenno di rimanere ferma e non chiamare nessuno. Dopo poco la barista è comunque riuscita a dare l’allarme.

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Il tenente Federico Pellegrini

Sul posto sono così intervenuti gli uomini del Nucleo operativo e radiomobile di Tolentino, guidati dal tenente Federico Pellegrini, che hanno subito effettuato il sopralluogo e visionato le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Dalle immagini è emerso che i due avevano parcheggiato lo scooter – in posizione defilata – nel piazzale dell’Autogrill in modo da poter ripartire immediatamente. Non è stato però possibile acquisire la targa del mezzo, ma soltanto il modello.

Le indagini sono partite da qui. I militari, con i pochi elementi a disposizione, hanno quindi richiesto le immagini delle telecamere di videosorveglianza alle stazioni carabinieri di tutta la provincia e alle polizie locali. Ed è proprio dalle immagini arrivate da Corridonia e Tolentino che è stato possibile acquisire i primi riscontri.

Uno scooter uguale a quello usato nel colpo, infatti, è stato ripreso a Tolentino in un orario compatibile con quello della rapina. E dagli accertamenti è emerso che era stato rubato il 12 luglio scorso a Porto Sant’Elpidio. A Tolentino lo scooter è stato visto mentre veniva seguito da una Ford Focus nera. Con i due conducenti che dopo un cenno si sono fermati su una piazzola. I militari a quel punto si sono concentrati anche sull’auto: alla guida c’era un uomo di Corridonia che l’aveva noleggiata.

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Il sostituto Enrico Barbieri che ha coordinato le indagini dei carabinieri sulla rapina

Così dall’analisi delle altre immagini delle telecamere, questa volta di Corridonia, è stato possibile seguire il percorso fatto da scooter e auto. Inoltre i carabinieri hanno seguito la pista dell’auto e sono risaliti ad un 54enne di Corridonia che sono andati a cercare a casa nella serata di sabato. L’uomo però non c’era. A quel punto per rintracciarlo si è passati per il suo cellulare, è stato individuato tramite gps. E così gli inquirenti sono arrivati al casolare mezzo diroccato di Corridonia. I carabinieri sabato notte si sono appostati e nelle prime ore di domenica mattina è scattato il blitz. All’interno del casolare i militari hanno trovato i due uomini oltre a parte della refurtiva, pacchetti di sigarette, contenitori in carta contenenti monete, una pistola a gas, il documento di circolazione dello scooter rubato, tutti gli indumenti utilizzati da uno dei rapinatori nel corso della rapina e le scarpe utilizzate dall’altro. Nell’abitazione di uno dei due, sono stati invece trovati gli altri indumenti e la pistola a tamburo 38 special con sei colpi risultata rubata, oltre allo scooter utilizzato per la  rapina. Dalla perquisizione sono saltati fuori anche due involucri di eroina, materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione. Su disposizione del sostituto procuratore Enrico Barbieri, i due sono quindi stati sottoposti a fermo e trasferiti in carcere con l’accusa di rapina a mano armata, ricettazione, detenzione illegale di arma. La convalida degli arresti è da fissare. Mancioli e Ferchichi sono assistiti dagli avvocati Alessandro Ciarrocchi, e Antonella Passalacqua.

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Il colonnello Nicola Candido

Il colonnello Nicola Candido, comandante provinciale dell’Arma si è complimentato per l’indagine: «E’ stato veramente un bel lavoro, non era facile con gli elementi iniziali che avevamo in mano. Un ottimo e rapido lavoro – ha aggiunto – a cominciare dal Nucleo operativo di Tolentino, proseguendo per le stazioni di San Severino e di Corridonia» e ha sottolineato anche la collaborazione prestata dalle polizie localei di Tolentino e di Corridonia.

«Sento il dovere di ringraziare i carabinieri di Tolentino per la tempestività e l’accuratezza con cui hanno condotto le indagini – dice Luca Favetta, titolare dell’Autogrill – e hanno portato alla cattura dei malviventi soprattutto per le ragazze (dipendenti) che lavorano con me. Per chi come noi fa un lavoro che si protrae anche nell’orario notturno, dà sicurezza sapere che le forze dell’ordine sono sempre presenti sul territorio». Un contributo importante alle indagini è arrivato dalla testimonianza diretta della barista che si è trovata faccia a faccia con i due rapinatori: «Ha avuto sangue freddo – prosegue il titolare – è riuscita a non farsi prendere dal panico nonostante la minaccia con la pistola. L’importante per noi è che ritrovi presto la serenità».

(redazione CM)

(Ultimo aggiornamento alle 17,25)

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Rapina all’alba in Autogrill con pistola e parrucca da pagliaccio: è caccia ai malviventi



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