Tragedia a Passo del Bidollo,
ci sono 30 mici che cercano casa
CORRIDONIA - Oipa e Zampamicia stanno cercando persone che si prendano cura dei gatti, tra cui una ventina di cuccioli, che erano del 65enne morto lunedì

Alcuni dei mici da adottare
Trenta gatti, tra cui 20 cuccioli, in cerca di casa. Sono quelli del 65enne trovato morto lunedì scorso a Passo del Bidollo, a Corridonia, e che ora una associazione e un gruppo di persone che hanno a cuore gli animali stanno cercando di aiutare, sfamandoli e cercando qualcuno che voglia adottarli.
La tragedia del 65enne si è consumata lunedì, l’uomo è stato trovato impiccato davanti alla sua abitazione. Una vicenda drammatica per un uomo, amante dell’arte, pittore, che oltre ai quadri lascia in eredità una corposa truppa di gatti. Almeno 30 quelli che sono rimasti soli nella casa e di cui 20 sono cuccioli. Per Oipa Macerata e Zampamicia, insieme al comune di Corridonia, e all’Asur Marche riparte una sfida difficile: trovare una nuova casa per i mici. Anche se la priorità è accudire i gatti quotidianamente. È possibile contattare Zampamicia (su Facebook) e Oipa (Laura, 3331835785) per aiutare o chiedere di adottare i mici.
(redazione CM)
Ci sono adulti che tirano il fiato con i denti pur di non abbandonare gli amati Cani e Gatti, loro “fratelli minori”.
Anche a Corridonia capoluogo esistono casi del genere: quando i loro padroni si ammaleranno o moriranno, chi si prenderà cura dei loro mici?
Stesso enorme problema ad Appignano. Dove, sembra, che finalmente il Comune stia approntando un gattile comunale per una parte dei mici di quegli 80 che ha una concittadina appignanese.
E’ un problema. A cui – credo – l’amministrazione comunale entrante del sindaco Giuliana Giampaoli dovrà dare una soluzione. Come pure quella di aiutare con crocchette e scatolette gli animalisti che hanno a loro carico le colonie feline del territorio comunale di Corridonia. Di cui una è intrappolata nel giardino di uno storico palazzo del centro, bloccato dal proprietario. Il rispetto della vita passa pure verso i nostri “fratelli minori” e le altre specie animali.
Dato che sarà difficile che Oipa e Zampamicia avranno difficoltà a collocare quei mici, ci pensi il Comune.
Vedo con piacere che c’è un individuo che non è d’accordo con me. Ossia, un individuo a cui la vita dei gatti non interessa. Meriterebbe di essere invaso dai topi. Cosa che capita. E se ciò non avviene è perchè ci sono colonie feline, a cui si interessano cittadini animalisti, che controllano il territorio dai ratti.
Voglio precisare che il girdino citato non è quello di via don Bosco, ma del giardino della settecentesca casa del defunto Militone, acquistata da un gioielliere, ed oggi di proprietà di un Istituto bancario, almeno credo. I gatti intrappolati nel giardino, quando questo fu definitivamente chiuso, erano forse quattro. Non avevano – e non hanno neppure oggi – alcuna via di fuga. Attualmente – riprodotti – ne sarebbero una quindicina, a cui una animalista porta da mangiare in una forma rocambolesca.
Vorrei ricordare che gatti e cani sono difesi dalla legge. E quando non hanno un “padrone”, sono di proprietà del Comune. Che dovrebbe assisterli.
Prima di giudicare gli altri, giudica te stesso! Tra i tuoi simpatici commenti ne ricordo uno, rivolto ad una donna malata incapace allora di difendersi, di una bassezza bestiale.