I burattini di Maria Signorelli
donati all’Accademia di Belle Arti:
mostra al palazzo della Banca d’Italia

MACERATA - A cura del corso di Scenografia e dellassociazione Amici dello Sferisterio, verrà inaugurata alle 18 di lunedì 4 luglio
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1603119426557_Maria-Signorelli-Segreta-cover-325x183di Christian Trevisti

I burattini di Maria Signorelli saranno protagonisti di Una favola per Klee, mostra al Palazzo della Banca d’Italia di Macerata, in Corso Giacomo Matteotti, 37. A cura del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Macerata e dell’Associazione Amici dello Sferisterio, verrà inaugurata alle 18 di lunedì 4 luglio. La scenografa romana era già stata al centro della Collezione Maria Signorelli in Vetrina, anch’essa curata dall’AbaMc. Cuore della mostra è la preziosa scenografia dello spettacolo Una favola per Klee di Maria Signorelli, andato in scena nel 1983 (tratto da un testo di Pinin Carpi), con le musiche di Bruno Nicolai e la regia di Giuseppe di Martino. Oggi questa scenografia, completa di tutta l’attrezzeria oltre a numerosissimi burattini, a distanza di quasi quarant’anni, ritorna a prendere vita, grazie alla persona di Enrico Pulsoni, professore e titolare del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, cui le figlie di Maria Signorelli (ovvero Giuseppina e Maria Letizia Volpicelli) hanno delegato la custodia di tale patrimonio, donandolo all’istituzione accademica maceratese, oltre un decennio fa. Maria Signorelli è stata la più celebre burattinaia dello scorso secolo, assistente di Anton Giulio Bragaglia e collaboratrice di Enrico Prampolini.
Membro del Consiglio mondiale dell’Union Internationale de Marionette, ha fondato l’Opera dei burattini, alla quale hanno collaborato i maggiori scenografi, musicisti e registi italiani e internazionali. A lei è dedicata questa mostra che ha luogo a 30 anni esatti dalla scomparsa, avvenuta a Roma il 9 luglio 1992.

1603115279917_Maria-Signorelli-Segreta-6-325x183Gli studenti del Corso di Scenografia, che hanno svolto un eccellente lavoro di documentazione e di restauro di tutti gli elementi della scenografia, sono anche gli autori dell’ideazione del progetto espositivo. Grazie alla disponibilità della Banca d’Italia e alla preziosa collaborazione dell’Associazione Amici dello Sferisterio, questo suggestivo patrimonio storico e artistico potrà per la prima volta essere ammirato da un vasto pubblico,  costituito non solo da appassionati, ma da tutti coloro che avranno desiderio di
conoscere un importantissimo pezzo di storia e di questo genere di teatro. La mostra ha anche e soprattutto una valenza didattica e vuole sollevare la questione di una definitiva collocazione della preziosa scenografia, rendendola così fruibile alla cittadinanza e alla collettività tutta.
Durante il periodo di apertura, in collaborazione con la libreria Bibidi Bobidi Book, saranno previsti degli appuntamenti per bambini alla scoperta della mostra, con letture della storia L’Isola dei Quadrati Magici di Pinin Carpi, da cui Maria Signorelli ha preso spunto per Una Favola per Klee.

locandina_klee_4_5f753758fcd8e739cbe333fd50dcc32d-e1656672253443-325x297CHI E’ MARIA SIGNORELLI – Figlia del radiologo Angelo Signorelli e della lettone Olga Resnevitch, Maria Signorelli (Roma, 17 novembre 1908 – Roma, 9 luglio 1992) studiò all’Accademia di Belle Arti di Roma e allo studio di scenografia di Nicola Alexandrovich Benois. Espose dei burattini alla Casa d’Arte Bragaglia e successivamente, con presentazione di De Chirico, alla Galerie Zak. A Berlino conobbe Max Reinhardt ed espose alla Galerie Gurlitt opere di derivazione espressionista. In collaborazione con Anton Giulio Bragaglia realizzò scenografie per le compagnie teatrali romane. Ideò un palcoscenico caratterizzato da sette ambienti utilizzabili in contemporanea. I suoi primi spettacoli (La boîte à joujoux e Bastien et Bastienne) furono realizzati su consiglio della cantante Maria Amstad. Sposò Luigi Volpicelli, pedagogista.

Maria Signorelli insegnò Teatro di Animazione al DAMS di Bologna e collaborò come scenografa e costumista con il Teatro alla Scala, l’Arena di Verona e il Teatro Costanzi.

Parlando della sua opera Maria Signorelli fece notare che “il teatro di pupazzi riproponendo il mondo umano nei termini delle marionette e del burattino o delle figure d’ombre o comunque altro sia, apre spazio enorme al bisogno di evasione e di poesia che si annida in ciascuno di noi”.

 



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