Corso di italiano per 30 bimbi stranieri
«La richiesta d’aiuto di una maestra
è diventata un progetto di inclusione» (Video)

MACERATA - Presentato questa mattina il laboratorio che coinvolge Comune e Università, nato da una idea dell'assessora Katiuscia Cassetta. Coinvolti i docenti dell'ateneo Francesca Spigarelli, John McCourt e Edith Cognigni oltre ad una squadra di ricercatrici e tirocinanti
- caricamento letture
Alice Magi, insegnante dei corsi, racconta la sua esperienza

di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)

Trenta bambini provenienti da Ucraina, Romania, Albania, Sri Lanka, Perù. Macedonia, Malì, Senegal che imparano la lingua italiana sia a scuola che in biblioteca grazie alle sinergie messe in campo dal Comune di Macerata che ha raccolto l’appello di un’insegnante trasformandolo in un progetto sperimentale di inclusione grazie al sostegno in risorse umane ed economiche messo dall’Università di Macerata. Con queste finalità è nato il laboratorio ‘Italiano in Biblioteca’ per l’inclusione linguistica degli studenti di lingua madre diversa dall’italiano.

InclusioneLinguistica_FF-1-325x217

La presentazione di questa mattina

Alunni delle scuole primarie (12) e secondarie di primo grado (18), hanno preso parte a questa prima edizione: tre le scuole primarie coinvolte, De Amicis, Convitto Nazionale e Anna Frank e altrettante le scuole secondarie Istituti comprensivi Fermi, Mestica e Dante Alighieri ma l’intenzione è che, visti i positivi riscontri, nel prossimo anno scolastico saranno molte di più le scuole che parteciperanno all’iniziativa. Ad illustrare e fare un bilancio relativo al progetto di inclusione linguistica sono stati Katiuscia Cassetta, assessora alla Cultura e all’Istruzione, Francesca Spigarelli, delegata alla Terza Missione Unimc, John Francis Mccourt, drettore del Dipartimento di studi umanistici | Unimc assieme a Edith Cognigni, direttrice del Master Italint e Alice Magi, insegnante del corso di italiano in biblioteca.
«Tutto è partito dalla richiesta di aiuto da parte di un’insegnante, Serenella Pieroni, che aveva a cuore i suoi alunni. –racconta l’assessora alla Cultura e responsabile scientifica del progetto per il Comune- Fargli imparare la nostra lingua consente a questi bambini di interagire sia nello studio che nel giocare e stare assieme.

Cassetta_FF-1-325x217

L’assessora Katiuscia Cassetta

Anche perché se la matematica è più facile da insegnare, la lingua italiana invece per bimbi provenienti da tante parti del mondo è più difficile da imparare. Ecco perché mi sono subito attivata ed ho chiesto aiuto all’Università di Macerata, alla professoressa Francesca Spigarelli, al professore John McCourt e alla professoressa Edith Cognigni che hanno accolto subito l’appello mettendosi a disposizione della comunità. Grazie alle competenze dei loro docenti e tirocinanti questa si è trasformata in un’iniziativa completa e di alto livello che ha messo assieme la scuola e per due pomeriggi alla settimana anche la nostra biblioteca Mozzi Borgetti. Coinvolte famiglie e bambini di tante nazionalità che, da marzo quando si è partiti, sono sempre aumentati di numero finendo per raggiungere le trenta unità che hanno frequentato costantemente le lezioni cin i tutor universitari».
Le tirocinanti selezionate, Rachele Mecozzi, Irene Rapanelli, Emanuela Vastola, hanno seguito i partecipanti in due incontri settimanali alla Biblioteca Mozzi-Borgetti con la supervisione di due facilitatrici linguistiche esperte, Alice Magi e Cristina Paoluzzi. Al contempo le tirocinanti hanno affiancato i docenti nella didattica in aula nelle rispettive scuole di provenienza degli studenti partecipanti, anche attraverso momenti laboratoriali individualizzati o per piccoli gruppi.

Spigarelli_InclusioneLinguistica_FF-3-325x217

La professoressa Francesca Spigarelli

«Non appena il Comune ci ha contattato per questa iniziativa da realizzare urgentemente ci siamo messi subito in moto – ha spiegato la professoressa Francesca Spigarelli, delegata alla Terza Missione- iniziando la collaborazione con le scuole che avevano aderito aiutando i bambini e le famiglie realizzando e finanziando questo progetto sperimentale che contiamo possa avere un proseguo ed un ampliamento nel prossimo anno scolastico. Il multiculturalismo ed il dialogo, partendo dai bambini, schiudono prospettive di integrazione e di pace a cui l’università è fiera di contribuire. Un ringraziamento particolare ai docenti ed ai tutor che hanno reso possibile il percorso, in sinergia con il Comune e le scuole. Abbiamo raccolta la voce di un bisogno reale arrivato dalla comunità maceratese come ateneo ci siamo subito attivati».
Il Comune, oltre a fornire i locali e le attrezzature, ha coordinato i contatti con le scuole per selezionare gli alunni con maggiore necessità di un supporto linguistico. Il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata continuerà a mettere a disposizione il proprio capitale di conoscenze e competenze, consolidato nell’esperienza pluriennale del master in ‘Didattica dell’italiano L2/LS’ in prospettiva interculturale.

Mccourt_InclusioneLinguistica_FF-8-325x217

Il professor John Mc Court con Alice Magi, una delle insegnanti

«Questo progetto – ha sottolineato il direttore John McCourt – è un ottimo esempio di una fruttuosa e utile sinergia fra l’ateneo, il Comune e le scuole locali. L’Università ha messo a disposizione l’expertise di una squadra di ricercatrici e tirocinanti per insegnare l’italiano ai bambini e ragazzi di famiglie provenienti da paesi esteri, dando loro maggiori possibilità di integrazione nelle scuole primarie e secondarie. Si tratta di un progetto pilota che merita di essere rafforzato negli anni a venire e l’università sarà pronta a fare la sua parte». Infine la professoressa Edith Cognigni ha ricordato come «il laboratorio ha permesso alle nostre tirocinanti del master Italint di entrare in contatto con il territorio e di imparare facendo con il supporto di insegnanti esperte, ma anche, e soprattutto, di creare meccanismi virtuosi di accoglienza tra scuola e istituzioni. Master Italint che lavora da anni a questo obiettivo, formando docenti e facilitatori linguistici di italiano L2 in interazione con le scuole» mentre una delle insegnanti del corso, Alice Magi, ha raccontato come «in biblioteca le lezioni sono organizzate in piccoli gruppi divisi poi in sottogruppi (2 secondaria e 3 primaria) per fasce di età e livello. Ormai procediamo con regolarità da più di due mesi e possiamo senz’altro affermare che tutti gli studenti e le studentesse partecipano molto volentieri, nonostante per loro si tratti di un impegno ulteriore rispetto a quello scolastico».

InclusioneLinguistica_FF-2-650x434

EdithCognigni_InclusioneLinguistica_FF-9-650x434

AliceMagi_InclusioneLinguistica_FF-10-650x434



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X