Cade dallo scooter,
morto il conte Giampaolo Benadduci

TOLENTINO - L'incidente nella notte in viale delle Cartiere. Aveva 60 anni, all'anagrafe era Giovanni Benadduci Benigni Olivieri. Era discendente di una delle più antiche famiglie cittadine. L'uomo era stato trasportato dall'eliambulanza all'ospedale di Ancona, dove poi si è spento. Disposta l'autopsia per chiarire le cause del decesso. Non aveva figli, lascia due sorelle
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Giovanni Benadduci Benigni Olivieri, da tutti conosciuto come Giampaolo

 

di Francesca Marsili

Per tutti era e sempre resterà, il conte Giampaolo, un uomo che la nobiltà, oltre che nel suo cognome, l’aveva nell’animo. Si è spento a 60 anni Giovanni Benadduci Benigni Olivieri, discendente di una delle famiglie nobili più antiche di Tolentino.

La scorsa notte ha avuto un incidente mentre percorreva viale delle Cartiere in sella al suo scooter perdendo il controllo del ciclomotore per poi finire a terra. Prontamente soccorso dagli operatori del 118, è stato trasportato all’elisuperficie di Belforte e subito trasferito all’ospedale Torrette di Ancona dove è deceduto nonostante tutti i tentavi dei medici di salvargli la vita. È stata disposta l’autopsia per chiarire se la morte sia dovuta ad un malore che lo ha colpito mentre era sullo scooter o se conseguenza della caduta. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tolentino. Da accertare la dinamica dell’incidente che non ha visto altri veicoli coinvolti.

Discendente di quella che è la famiglia nobile più antica di Tolentino la cui memoria storica ne riporta tracce a Tolentino già dal Medioevo, il conte Giampaolo, come tutti lo conoscevano, all’anagrafe aveva il nome del suo antenato Giovanni Benadduci, politico e storico italiano che nei primi del ‘900 fu sindaco di Tolentino e che portò le prime centrali elettriche in città e realizzò viale Cesare Battisti ispirandosi agli Champs Elysees di Parigi.

Non era sposato, aveva compiuto sessant’anni proprio lo scorso 17 marzo. Lascia la sorella maggiore Francesca e la minore Ludovica. Prima del sisma viveva nello storico palazzo di famiglia in pieno centro storico a Tolentino, all’angolo tra via San Nicola e Piazza della Libertà. Poi le scosse del 2016 lo resero inagibile e si trasferì in un appartamento in via Nazionale. Giampaolo amava profondamente la vita e trascorrere il suo tempo con gli amici più intimi, quelli che oggi lo piangono e lo descrivono come un uomo dal grande spessore culturale e dalla grande generosità che lo aveva portato a non tirarsi mai indietro quando c’era bisogno di dare aiuto. I motori erano la sua più grande passione. Appassionato di auto e moto d’epoca oltre che di moto da enduro, partecipava a varie manifestazioni e aveva una bellissima Giulia 1.600 gialla. L’altro suo grande amore erano i viaggi, oltre ai pomeriggi trascorsi al poligono di tiro. «Proprio lunedì scorso eravamo a cena insieme, non riusciamo a crederci – commentano gli amici di sempre – Giampaolo era un grande amico e soprattutto aveva la dote rara di essere un uomo estremamente sincero». Ancora da fissare data in cui verrà celebrato il funerale.

(Ultimo aggiornamento alle 16,35)



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