Lite per una ragazza, brucia una cassetta
e va a fuoco la tettoia di casa del “rivale”:
25enne patteggia un anno
SARNANO - Il giovane è finito sotto accusa davanti al gup del tribunale di Macerata. Il reato è stato derubricato in danneggiamento seguito da incendio. Aveva dato fuoco ad una cassetta e le fiamme si erano poi propagate
di Gianluca Ginella
Appicca il fuoco ad una cassetta, le fiamme si propagano e s’incendia la tettoia a ridosso di una abitazione, il gesto sarebbe nato da una diatriba tra due giovani per via di una ragazza. Oggi un 25enne, Francesco Ciarrocchi, ha patteggiato un anno, con pena sospesa, al Gup del tribunale di Macerata. Il reato di incendio doloso è stato derubricato in danneggiamento seguito da incendio.
I fatti che venivano contestati all’imputato sono avvenuti a Sarnano nel 2019. Tutto sarebbe iniziato per via di una ragazza e il 25enne era andato a casa di un altro giovane, un 20enne, per parlare. La notte tra il 10 e l’11 luglio del 2019, secondo l’accusa, il 25enne, insieme ad un minorenne per cui il procedimento è al tribunale dei minori di Ancona, avrebbe appiccato l’incendio ad una cassetta che poi si era propagato ad una tettoia adiacente all’abitazione che sta in contrada Cardagnano. In quella casa vive il “rivale” del 25enne, con la famiglia. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Claudio Rastrelli, c’era stato anche il pericolo che le fiamme si propagassero ai locali vicini dove c’è una cucina e una bombola Gpl.
Ad accorgersi dell’incendio era stato il padre del 20enne che era rientrato a casa e aveva svegliato i figli che stavano dormendo. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento l’incendio e messo in sicurezza la bombola a Gpl. Oltre all’accusa di aver dato fuoco alla tettoia, Ciarrocchi deve rispondere di minacce.
Il 22 settembre del 2019, dunque a distanza di alcuni mesi dall’incendio, mentre si trovava in un locale di Tolentino con un braccio avrebbe cinto da dietro con forza il collo del 20enne e gli avrebbe detto: «La prossima volta do fuoco a te, a casa tua e alla famiglia tua». Parte civile oggi si sono costituiti sia il ragazzo che il papà, assistiti dall’avvocato Monica Attili.
Oggi il 25enne, assistito dall’avvocato Franco Ceregioli, ha patteggiato un anno davanti al gup Claudio Bonifazi. «Siamo soddisfatti sia stato riconosciuto che l’intenzione non era appiccare l’incendio – dice l’avvocato Ceregioli – ma fare un danno dimostrativo tra ragazzi che avevano una diatriba in corso, l’ipotesi di reato è molto meno grave rispetto a quello che era all’inizio quando si parlava di incendio doloso».
