Addio alla prof Paola Cannas
«Onesta, generosa e brillante»
VALFORNACE - Aveva 72 anni, è morta dopo aver combattuto a lungo contro una malattia. Ormai in pensione, aveva insegnato matematica a Ragioneria e al Liceo scientifico di Macerata. I ricordi di ex alunni e colleghi

Paola Cannas
Nella chiesa di San Giusto a San Maroto, poco fa, l’addio a Paola Cannas, 72 anni, per tantissimi anni insegnante di matematica negli istituti superiori di Macerata, spentasi l’altra notte nella sua abitazione di Valfornace. Per decenni la Cannas ha vissuto nel capoluogo di provincia, zona Convitto, ed ha a lungo insegnato all’istituto tecnico o commerciale Gentili di Macerata e al liceo scientifico Galilei di Macerata: poi la scelta di andare a vivere nell’entroterra nel paese e nell’abitazione della famiglia materna, abitazione ristrutturata dopo il terremoto. E’ morta per le conseguenze di un male che ha avuto purtroppo la meglio sulla sua determinazione, circondata dall’affetto dei cari che le sono stati vicino fino all’ultimo. Il rito funebre in quella chiesa – appunto San Giusto – che tante volte aveva fatto oggetto dei suoi post social per sottolinearne la bellezza e la lunga storia: Paola Cannas lascia il nipote Alessandro e la cognata Pieranna.
Decine i ricordi lasciati da ex alunni, colleghi, parenti e amici sulla sua pagina Facebook. «Al posto suo un alunno come me lo avrei tirato fuori dalla finestra – scrive uno suo ex studente – E invece non ha perso una sola occasione per proteggere, insegnare, correggere, amare. Non la vedevo da anni, da quando, come sempre promesso, si ritirò sui suoi amati monti. Ma nonostante questo non c’è nulla di più triste del sapere che davvero non c’è più. Grazie di tutto prof. Grazie». Un altro: «Grande prof. È stata veramente una persona speciale. La porterò sempre nel mio cuore». E ancora: «Carissima super prof Paola, hai lasciato in me un ricordo splendido di te e della passione che hai messo nell’insegnare la tua matematica». Maria Colcerasa, una collega: «Paoletta, già mi mancavano le nostre serate tra chiacchiere e lavori a maglia e di cucito, però il telefono mi permetteva di sentirti vicina. Adesso mi mancherà un’amica cara, con cui era sempre piacevole parlare, anche se era impossibile farle cambiare idea. I tuoi principi solidi, la tua onestà, generosità, bontà e brillante intelligenza erano evidenti anche se si stava insieme qualche minuto. Ricordo come hai curato con amore l’addobbo delle scale di casa mia quando si è sposata mia figlia. Non volevo fare niente, ma non c’è stato verso, si doveva fare. E hai fatto una cosa bellissima. Come non ricordare il tuo attaccamento alla scuola, ai colleghi, agli studenti, ad uno ad uno. Però Paola è andato tutto come volevi tu: niente medici, niente cure, ti sei addormentata nella tua adorata casa di San Maroto in compagnia di chi ti amava tanto e avrai già riabbracciato i tuoi cari. Ciao Paola. Ti voglio bene».