Le maestre di Mortara protagoniste
per il Consiglio delle donne

MACERATA - La rappresentazione ispirata alle vicende del 1906 ha chiuso gli eventi dedicati dall'assise alla Giornata internazionale delle donna

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I protagonisti della lettura scenica

Le maestre di Mortara sono state le protagoniste, sabato, dell’ultimo appuntamento di una serie di proposte avanzate dal Consiglio delle donne di Macerata e dall’Assessorato alle pari opportunità. La serie degli appuntamenti proposti in questa settimana per la Giornata internazionale della donna, sono stati: la presentazione del libro ‘Perdersi per ritrovarsi’ di Michela Tramannoni; l’incontro con le rappresentanti delle sigle sindacali Fermanelli della Cgil, Mazzuchelli della Uil e Tombesi della Cisl, per delineare la situazione lavorativa della donna nel periodo della pandemia. E appunto la presentazione de ‘Le maestre di Mortara’, la lettura scenica su testo di Giuseppe Porzi, adattamento e regia a cura di Lucia De Luca, con attrici e attori della strana compagnia El Duende, accompagnamento musicale con violino di Serena Cavalletti e dalla chitarra di Marco Monina.

«Le battaglie condotte fino ad oggi – afferma il vice sindaco e assessore alle Pari opportunità Francesca D’Alessandro – – hanno ottenuto risultati, ma ancora ci sono ancora questioni da affrontare e conquiste da difendere e solo un lavoro sinergico potrà portare risultati positivi in materia di pari opportunità».

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Sabrina De Padova

La presidente del Consiglio delle donne Sabrina De Padova, ha dichiarato che è stato deciso di presentare gli eventi in occasione della settimana della Giornata Internazionale della Donna, «per ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, ma è stata un’occasione – ha aggiunto – per rafforzare la lotta contro le discriminazioni, anche un momento, però, per riflettere sui passi ancora da compiere».

Successivamente ha presentato la storia delle maestre di Mortara, oggetto della lettura scenica dell’ultimo appuntamento. Dieci maestre marchigiane, donne molto combattive, di età ed estrazione sociale diversa, con situazioni familiari eterogenee, che nel 1906 ispirate da uno scritto di Maria Montessori, la grande pedagogista marchigiana, nel quale esortava le donne a iscriversi alle liste elettorali, in un periodo nel quale le donne non avevano il diritto al voto. Le maestre ottennero questo diritto, solo per 10 mesi, ben 40 anni prima che venisse loro riconosciuto, nel 1945, nella fase costituente. La questione venne sentenziata da un grande giurista dell’epoca, Lodovico Mortara, presidente della Corte D’Appello di Ancona. All’epoca si contestava una norma dello Statuto Albertino, che dava l’eguaglianza e tutti i diritti civili e politici ai cosiddetti “regnicoli”.

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La lettura scenica

Per Mortara, il termine “regnicoli” avrebbe compreso anche le donne, dal momento che anche loro pagavano le tasse. La Corte di Cassazione annullò la sentenza, non potevano essere riconosciuti alle donne, diritti che non erano espressamente stabiliti dalla legge. Ci furono vari ricorsi, l’unico che le sostenne fu Mortara, il quale sosteneva che il diritto al voto delle donne andava riconosciuto anche se non era espresso chiaramente. La lettura scenica ha immaginato l’incontro dopo 30 anni tra le maestre e il giudice. La vice presidente Contigiani ha ringraziato per la generosa disponibilità della Compagnia El Duende e dei Musici, ricordando come sia interessante tenere sempre a mente chi, prima degli altri, si spinge in avanti perché apre nei fatti la strada per tutti, come fecero le maestre anche rischiando un clima sfavorevole. L’evento è stato molto partecipato ed apprezzato.

 

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Tra il pubblico anche l’assessore Laviano e la consigliera Orazi


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