Pescatori divisi sullo sciopero,
Caldaroni cerca di ricompattare nord e sud

CIVITANOVA - L'assessore e presidente delle Marinarie d'Italia cerca di convincere Veneto ed Emilia Romagna che vorrebbero tornare in mare lunedì
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Francesco Caldaroni, presidente delle Marinerie d’Italia e assessore al comune di Civitanova, durante la manifestazione di Roma

 

di Laura Boccanera

Sciopero dei pescatori, ancora in bilico la decisione sul ritorno in mare dopo le riunioni delle marinerie adriatiche. Dopo l’incontro di  ieri ad Ancona dove le marinerie d’Italia si sono incontrate per decidere se portare avanti anche per la prossima settimana lo sciopero delle imbarcazioni che va avanti ormai da 7 giorni come forma di protesta per il caro gasolio che rende improduttive le attività di pesca, oggi è stata un’altra giornata di frenetici confronti. E questo perché il fronte è spaccato e l’assessore civitanovese Francesco Caldaroni, presidente delle marinerie d’Italia, per tenere compatta la protesta sta cercando di ricucire le posizione degli armatori del sud, convintamente compatti nel proseguire il fermo pesca, con quelle degli armatori del nord, Veneto ed Emilia Romagna su tutti, che invece vorrebbero tornare a pescare lunedì per ridare ossigeno alla filiera ittica, compresi commercianti e ristoranti. Una scelta non facile insomma fra l’attuazione di uno sciopero a singhiozzo e uno invece continuativo. Nonostante la conclusione dell’assemblea veneta non si è arrivati ad una decisione unanime e le trattative si protrarranno probabilmente anche nella giornata di domani. Al momento difficile fare ipotesi. Quel che è certo è che la Marineria tiene molto alla compattezza del proprio corporativismo e una spaccatura è scongiurabile per tutti dal momento che attraverso la serrata continuativa si vuole anche fare pressioni al Governo dopo la manifestazione di Roma per ottenere risposte alle richieste inoltrate tramite il sottosegretario alla pesca Battistoni.

 

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