Michele, morto a 22 anni in moto:
l’investitore sotto accusa dal Gup
MONTECOSARO - Michele Scaramucci aveva perso la vita ad un incrocio. Imputato per omicidio stradale un 83enne. Oggi l'udienza è stata rinviata
di Gianluca Ginella
La vita di Michele Scaramucci si era spezzata a 22 anni sull’asfalto di via Don Bosco, a Montecosaro, in un giorno sul finire dell’estate del 2020. Quel giorno, il 9 settembre, il giovane, di Morrovalle, era in sella ad una moto da cross quando ad un incrocio si è scontrato con la Opel Agila di una coppia di anziani che stava svoltando per poi finire contro una seconda vettura, che era ferma.
Per quel fatto è finito sotto accusa, davanti al gup Giovanni Manzoni del Tribunale di Macerata, un uomo di 83 anni, Florindo Stoppo, che guidava la Opel Agila. L’idea della difesa, rappresentata dall’avvocato Gabriele Cofanelli, sarebbe di arrivare ad un patteggiamento e in vista di questo obiettivo l’udienza è stata rinviata al 25 maggio.
DI COSA DEVE RISPONDERE L’83ENNE – L’accusa è di omicidio stradale per una condotta ritenuta negligente mentre si trovava al volante dell’auto. L’anziano, dice l’accusa (oggi in aula sostenuta dal pm Rita Barbieri), avrebbe effettuato una manovra di svolta verso sinistra non dando la precedenza alla moto e in questo modo rendendo inevitabile l’impatto. Per l’accusa l’83enne avrebbe anche imboccato via Dell’Artigianato (all’incrocio con via Don Bosco) in parte contromano.
LA VITTIMA – Michele era figlio unico, lavorava nell’azienda di trasporti di famiglia, la ditta Balassa. Un appassionato di motori, sia di auto che di moto. Un ragazzo che a Morrovalle era molto conosciuto e un ricorso lo aveva lasciato l’allora sindaco Stefano Montemarani: «C’è in questo momento una sensazione di sgomento e di angoscia per un evento così luttuoso che non dovrebbe mai accadere. Io e l’amministrazione ci stringiamo alla famiglia e al loro dolore» aveva detto.
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