Carancini attacca Saltamartini e Ciccioli:
«Vogliono dividere i sindacati
e occupare la sanità con la politica»

IL CONSIGLIERE regionale Pd ne ha anche per Daniela Corsi: «Inventata direttrice dell'Area Vasta 3 in una notte, sta conducendo una campagna interna atta a far guadagnare campo e iscritti ad un sindacato»
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Romano Carancini

 

«Ciccioli e Saltamartini vogliono dividere i sindacati nella sanità e occupare a gamba tesa con la politica il campo dell’organizzazione sanitaria», così Romano Carancini, consigliere regionale del Pd, che spara a zero sui vertici della sanità regionale e sulla direttrice dell’Area Vasta 3 di Macerata. Tutto nasce da una interrogazione in consiglio regionale a firma del consigliere regionale Carlo Ciccioli.

Carancini parla di un «“salto di qualità” nella politica sanitaria delle Marche, ben nascosto dietro la maschera di una semplice interrogazione in Consiglio regionale, ancora non discussa in aula, ma che merita un’osservazione controluce per prepararci al peggio. Non è un caso che la “novità” passi in prima battuta per l’Area Vasta 3 di Macerata e attraverso il consigliere plenipotenziario della destra che nei fatti governa le Marche, Carlo Ciccioli, capogruppo di Fratelli d’Italia, il quale questa volta agisce d’intesa perfetta con l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini».

L’interrogazione 372 a iniziativa di Carlo Ciccioli, è stata presentata il primo febbraio 2022 e risponderà l’assessore Filippo Saltamartini. «L’atto ispettivo ha come oggetto la demolizione professionale, e non solo, dell’attuale dirigente dell’Unità operativa complessa del Servizio professioni sanitarie dell’Area Vasta 3, per il mancato accoglimento di istanze di mobilità, trasferimento, part-time, eccetera. Qui non interessa ciò che nelle guerre si definisce come “causa occasionale”, e quindi la persona che oggi guida il servizio delle professioni sanitarie per l’Area Vasta 3, quanto piuttosto i veri obiettivi che Ciccioli, Saltamartini e compagnia cantante stanno perseguendo. Il primo: dividere i sindacati e dunque le persone, sulle spalle della sanità regionale. Il secondo: occupare a gamba tesa con la politica il campo dell’organizzazione sanitaria, spettante come noto alle strutture aziendali (Asur e Aziende) e ai rispettivi dirigenti, con l’effetto di trascinare negli ospedali l’esasperazione delle contrapposizioni politiche ma, soprattutto, di incardinare il sistema del “protettorato politico”».

Carancini poi attacca la direttrice dell’Area Vasta 3 Daniela Corsi: «è la “creatura” politica dell’assessore Filippo Saltamartini inventata in una notte direttrice di Area Vasta – sostiene Carancini -. Operando in affiancamento ad uno dei sindacati storici della sanità delle Marche oggi molto vicino a questo governo regionale e in particolare all’assessore Saltamartini, sta conducendo una campagna interna atta a far guadagnare campo e iscritti a quel sindacato. Come? Tentando di far porre in essere azioni di gestione delle Professioni sanitarie ai limiti della liceità e legittimità rispetto alle regole, ai Contratti Collettivi e alle leggi. Sia chiaro: niente di segreto, tanto che la stessa direttrice Daniela Corsi ha già ricevuto diffide per alcuni suoi atti formali che dimostrano la volontà di espropriare il ruolo e la centralità riconosciuti dalla legge alle Professioni sanitarie, il cui dirigente, oggi bersaglio dell’interrogazione di Ciccioli, è peraltro alle dirette dipendenze della stessa direttrice Corsi che avrebbe tutto “il potere” per impartire gli indirizzi e le scelte a lei più comodi. Ora, non riuscendo a convincere le persone alle sue dipendenze che aggirare le regole non è corretto, si consegna alla “politica che conta” alla quale, a sua volta, non pare vero favorire la divisione sindacale e, allo stesso tempo, dimostrare che sarà in grado di “proteggere” chi all’interno della struttura sanitaria si dimostrerà “amico”. Morale della favola: ciò che sta accadendo è molto pericoloso perché rischia di innescare faide e vendette, ma soprattutto di trasformare la nostra sanità in un campo di battaglia in cui a perderci saranno i cittadini».

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