Raid nella sede FdI:
stanze sottosopra e manifesti strappati
«Non ci facciamo intimidire» (Foto)

NEL MIRINO il circolo di Fermo. La leader Giorgia Meloni: «Spero che tutte le forze politiche condannino quanto accaduto». Il coordinatore provinciale Balestrieri: «Sono arrivato e il lucchetto sulla porta, forzata, non c'era più. Entrato, ho trovato tutto a soqquadro. Non so se si sia trattato di un blitz per rubare qualcosa o di matrice politica». Il commissario regionale del partito Prisco: «Un atto gravissimo»

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La sede di FdI stamattina dopo il raid

«Non ho parole, solo tanta rabbia». E’ il primo commento, a caldo, più che comprensibile, del coordinatore provinciale Andrea Balestrieri, sul raid subìto dalla sede di Fermo di Fratelli d’Italia, in via Recanati. E’ stato proprio lui questa mattina a fare l’amara scoperta. Una sede devastata, armadietti messi a soqquadro, manifesti strappati. Sull’episodio è subito intervenuta anche la leader di FdI Giorgia Meloni con un post su Facebook: «Sono entrati sfondando la porta con un piede di porco e hanno completamente devastato la sede di Fratelli d’Italia a Fermo – ha scritto – Ma di questa violenza, di questo odio, non ne sentirete parlare dal mainstream. Spero che tutte le forze politiche condannino l’ennesimo attacco nei confronti di una sede di FdI».

WhatsApp-Image-2022-02-08-at-11.48.12-1«Avendo mezza giornata libera dal lavoro sono venuto a Fermo per preparare l’evento che abbiamo sabato sulle Foibe – ha raccontato Balestrieri – Sono arrivato e il lucchetto sulla porta, forzata, non c’era più. Entrato, ho trovato tutto a soqquadro. Non so se si sia trattato di un raid per rubare qualcosa o di matrice politica. Non posso ancora saperlo. Posso però dire che, oltre ad aver messo tutto a soqquadro, sono stati strappati anche dei manifesti». Balestrieri ha subito chiamato la Polizia di Stato che, infatti, è arrivata sul posto anche con la Scientifica per i rilievi del caso, e per cercare di fare luce sull’accaduto e dare un nome e un volto agli autori del blitz. «Con me c’è anche il coordinatore cittadino, Rossano Romagnoli. Non ho parole per definire quanto accaduto. Un gesto inqualificabile a sfregio della nostra sede. Non so se interverrà anche il nazionale. Di certo vogliamo andare a fondo per capire cosa sia accaduto».

E le prime reazioni dei vertici regionali del Partito non si fanno attendere: «Mi auguro che – le parole dell’onorevole Emanuele Prisco, commissario regionale di Fratelli d’Italia nelle Marche – i responsabili siano presi e puniti. Non ci facciamo intimidire dall’odio politico. L’ingresso della sede, dove storicamente si è sempre riunita la destra fermana, è stato forzato e sono stati strappati i manifesti al suo interno e messa a soqquadro l’intera sala. In questi giorni, infatti, si sarebbe dovuta tenere lì la manifestazione in ricordo dei Martiri delle Foibe organizzata da Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di FdI. Si tratta di un atto gravissimo, soprattutto perché il livello del dibattito democratico continua a scadere sempre più velocemente in quella lotta senza quartiere di epoche buie della storia repubblicana. Abbiamo piena fiducia nel lavoro di forze dell’ordine e della magistratura che sono già al lavoro per individuare i colpevoli».

WhatsApp-Image-2022-02-08-at-11.48.12-2«L’atto vandalico che ha interessato la sede di Fratelli d’Italia a Fermo, con porta forzata, manifesti strappati, armadietti rovesciati e altri danni a materiale raccolto in tanti anni di dedizione e lavoro – il commento di Maicol Pizzicotti Busilacchi e Pier Giorgio D’Amico, rispettivamente presidente regionale e provinciale di Gioventù Nazionale – rappresenta un punto molto basso del dibattito democratico. Tanto più che ciò avviene pochi giorni prima della manifestazione, organizzata da Gioventù Nazionale, per ricordare i Martiri delle Foibe, in vista del Giorno del Ricordo del 10 febbraio. Un tema che dovrebbe unire, far riflettere, rendere chiaro ed evidente come gli orrori del passato, compiuti da ogni ideologia politica, debbano essere inequivocabilmente condannati. Invece, ancora una volta, ci troviamo a dover commentare un vergognoso gesto di intolleranza e di odio verso chi la pensa diversamente. Siamo già al lavoro per assicurare una sede alternativa per poter allestire l’evento ma crediamo sia più che opportuno che il dibattito politico torni a parlare e a confrontarsi, la violenza non può e non deve essere parte della politica nel 2022».
WhatsApp-Image-2022-02-08-at-11.48.12-3Si aggiunge al coro di sdegno anche Lucia Albano, deputata marchigiana di Fratelli d’Italia: «Questa notte a Fermo la sede di Fratelli d’Italia è stata presa d’assalto e vandalizzata. Sono stati danneggiati gli arredi e strappati i manifesti che promuovevano il “Giorno del Ricordo”, un evento organizzato per ricordare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata con la presenza di alcuni esuli fiumani, tra cui mio padre, il maggiore Albano. La scelta di colpire la sede di Fratelli d’Italia in occasione di questa ricorrenza storica è una ferita ai valori della democrazia e un’offesa alle vittime di quegli anni. Esprimo tutto il mio sgomento e tutta la mia preoccupazione: chi oggi ci attacca vuole impedire il ricordo di fatti realmente accaduti che appartengono alla storia della nostra Nazione. In questo momento sono in corso i controlli della Polizia Scientifica, per verificare l’entità dei danni e individuare le modalità di effrazione. La violenza di pochi non fermerà la volontà di portare avanti il ricordo».

 

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