Crisi delle condizioni di vita,
lo Spi chiede confronto ai Comuni:
«Per ora pochi hanno aderito»

ALLARME - Il sindacato dei pensionati lamenta che a Treia sono state aumentate le rette per la casa di riposo e a Macerata c'era stato un incontro proficuo ma poi è stato presentato un “Progetto di intervento sociale” non condiviso con loro

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Il sindacato pensionati Spi Cgil critica la legge di bilancio («l’adeguamento degli importi di pensione è pari all’1,77 % per i redditi più bassi, cioè massimo 11 euro mensili. Siamo di fronte ad una autentica elemosina rispetto all’aggravarsi della situazione socio-economica»), e chiede ai Comuni del Maceratese di confrontarsi per calmierare il peggioramento delle condizioni di vita «sinora pochi hanno aderito alle nostre richieste di confronto».

Una regione, le Marche che oltre che con la pandemia ha già dovuto affrontare il sisma del 2016, «in questo quadro non va inoltre dimenticato che i costi energetici, luce e gas, hanno subito aumenti dal 30 al 45%. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è un formidabile ed inedito strumento di rilancio se usato con assoluta equità e ampia condivisione». Lo Spi dice che «da novembre 2021 abbiamo avviato un confronto con i Comuni per calmierare questo peggioramento delle condizioni di vita soprattutto dei meno abbienti, senza scivolare nell’assistenzialismo, ma calandosi pienamente nelle criticità di questo particolare momento. Pochi sono stati finora i Comuni maceratesi che hanno aderito a tale confronto. Il comune di Treia ad esempio aumenta le rette per le mense scolastiche e per le case di riposo. Aumenti che oscillano dai 7/8 euro al mese per i primi ai 100/150 euro mensili per i secondi. Aumenti nell’ordine di un 10/15 %. Il comune di Macerata ha convenuto nei giorni scorsi con le organizzazioni sindacali una consultazione preventiva e negoziale sulle problematiche legate al sociale, al disagio scolastico, alle persone ospiti delle case di riposo e ai disagi familiari. Abbiamo apprezzato assai l’impostazione comunale che ci veniva sottoposta. Peccato che solo dopo qualche giorno lo stesso Comune ha presentato un “Progetto di intervento sociale” a favore di chi ha più di 65 anni, condiviso giustamente con le parti sociali, ma non con i sindacati più rappresentativi a livello nazionale e provinciale. Purtroppo dobbiamo riscontrare che anche comuni come Montelupone e Morrovalle hanno predicato bene negli incontri e razzolato male nei comportamenti conseguenti, dimostrandosi reticenti anche nel redigere il convenuto verbale di incontro».

Tutto questo, mentre la Regione «mette a disposizione 14 milioni di euro per le case di cura. Farne un uso socialmente condiviso ci pare il minimo che si possa chiedere. Tale nostra presa di posizione non ha nessuna velleità polemica, ma semplicemente lo scopo di portare a conoscenza della cittadinanza, che una società è veramente “civile ed equa” quando mette al primo posto la riduzione delle disuguaglianze sociali e l’affermazione delle pari opportunità».


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