«Termovalorizzatore e nuovo biodigestore
ma per la nuova discarica
Parcaroli dovrà rimboccarsi le maniche»

IL FUTURO del Cosmari attraverso i macro obiettivi delineati dal presidente Giuseppe Pezzanesi: sul sito per abbancare i rifiuti che dovrà sostituire quello di Cingoli si appella al nuovo presidente della Provincia
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La sede del Cosmari

di Monia Orazi

Un piano da dieci milioni di euro per sostituire i mezzi di raccolta rifiuti ormai vecchi, un biodigestore da 40 milioni di euro finanziato con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, un termovalorizzatore di ultima generazione “non nocivo per la salute”, il nuovo concorso per il direttore generale ed il riutilizzo dell’impianto di smaltimento delle macerie. Sono questi i “macro-obiettivi” per il futuro del Cosmari, così li definisce il presidente del consiglio di amministrazione, Giuseppe Pezzanesi sindaco di Tolentino agli ultimi mesi di mandato.

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Giuseppe Pezzanesi, presidenti del Cosmari e sindaco di Tolentino

BIODIGESTORE  E TERMOVALORIZZATORE – «Siamo andati avanti con nuove progettazioni – dice Pezzanesi – perché portare rifiuti in discarica è un’attività desueta che va cambiata, abbiamo parlato di termovalorizzazione rifacendoci a strutture del nord Europa, Milano e Vienna, dove ci sono impianti collocati nei quartieri senza danno per la salute. Accertato questo, pur con tutti i crismi di attenzione non lo faremo dove sta l’impianto del Cosmari perché lì c’è un’alta residenzialità, a Colbuccaro, Sforzacosta, Pollenza stazione e altre zone limitrofe prendono un eco indennizzo, sarebbe un errore collocarlo in questa zona. Se faremo questa scelta individueremo un sito idoneo, si elimineranno le discariche e la necessità di seppellire i rifiuti sotto la crosta terrestre». La sfida ambiziosa del nuovo consiglio di amministrazione è quella di finanziare con i fondi del Pnrr un biodigestore per il trattamento dei rifiuti organici, da cui produrre biometano, il cui progetto inizialmente stimato in 17 milioni di euro nelle recenti assemblee Cosmari, è stato consegnato a fine dicembre. Spiega il presidente Cosmari: «Il biodigestore da 40 milioni di euro, è in lizza per il Pnrr a pieno titolo, essendo un’azienda leader nel settore ci attendiamo che non ci siano problemi nel finanziarlo, si apre anche un’economia del biometano, con la tecnologia per il trattamento dell’organico di ultima generazione con il progetto terminato che ci è stato consegnato prima di fine anno. Il biodigestore sarà collocato nella parte marginale del parcheggio tra Cosmari e la superstrada ed eliminerà la propagazione di cattivi odori tramite tunnel e trasporto chiuso. Dal trattamento dei rifiuti organici avremo biometano ed il riutilizzo della parte secca. Il biometano si potrà impiegare per alimentare i mezzi del Cosmari che ritirano i rifiuti, in modo da ridurre le emissioni di anidride carbonica e fare il massimo per l’ambiente. Il Cosmari diventerebbe un esempio per l’alimentazione dei mezzi con biometano. Pochi giorni fa in consiglio di amministrazione abbiamo deliberato il rinnovo del parco mezzi, una delibera da 10 milioni di euro. Non sarà attuato tutto in una volta ma a stralci, ci teniamo alla sicurezza dei nostri dipendenti, con i nuovi mezzi il servizio sarà più performante».

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La discarica di Fosso Mabiglia a Cingoli

LA NUOVA DISCARICA –  Pezzanesi è attivo anche sul fronte dell’individuazione della nuova discarica, è attesa la consegna di dati sui siti individuati, che passeranno dai circa 70 attuali ad una decina: «Il neo presidente Ata Sandro Parcaroli si dovrà rimboccare le maniche, quando si parla di discarica la collaborazione dei Comuni viene meno, vedasi il documento firmato da una serie di sindaci, i ricorsi al Tar, i comitati anti discarica, il fuoco incrociato messo in campo da più parti. Il Cosmari svolgerà i passi fondamentali per l’individuazione dei siti più idonei, in discarica vanno il 30 per cento di rifiuti non riciclati, le cosiddette ecoballe, che non puzzano e inquinano solo per occupazione del sottosuolo, non come avveniva nelle vecchie discariche di Tolentino, Potenza Picena, Morrovalle, Montelupone. Grazie all’accordo con Cingoli, potremo collocare fino a settembre 2023 70mila tonnellate di rifiuti in quell’area. La cifra che versiamo al Comune di Cingoli come indennizzo è meno della metà, di quello che avremmo speso se avessimo portato immondizia nel Fermano o nell’Ascolano, di conseguenza avremmo dovuto aumentare le tariffe dei cittadini. Credo che l’atto di responsabilità di Cingoli ha messo d’accordo, ma non è una giustificazione per non individuare nuovi siti, io mi batterà laddove ce ne sono di idonei, al di fuori di attività agricole su larga scala, produzione di vini doc, attività turistico alberghiere o residenzialità importanti. Ci sono cave dismesse, luoghi ameni dove si possono fare siti di discarica. Capisco la contrarietà di sindaci e cittadini, ma ci sono sindaci che l’hanno avuta una discarica comprensoriale risolvendo a tutti grossi problemi, con senso di responsabilità a giro, dove ci sono le condizioni per la discarica va accettata».

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Giuseppe Giampaoli

IL NUOVO DG –  La prossima assemblea Cosmari, il 13 gennaio alle 17, sarà chiamata a votare il nuovo bando per il concorso del direttore generale, ruolo ricoperto gratuitamente da Giuseppe Giampaoli, storico direttore generale ed attualmente anche vicepresidente del cda, fino al 30 giugno prossimo. «Riguardo al concorso non ho fatto altro che evidenziare, in modo pratico e trasparente, che così come era stato pensato a maglie larghe, lasciasse intendere che con qualsiasi titolo di studio si potesse ambire a quel ruolo che Giampaoli ricopre da una vita, che è basilare, non esiste che un direttore tecnico non sia una persona di esperienza che conosce in modo capillare tale tipo di attività, Cosmari è una macchina potente, non può investire anni in una professionalità non tecnicamente preparata. Una volta appurato questo, mi sono scusato e non sono contento, a noi serve una propensione specifica a quel tipo di attività, l’articolo 10 del bando, sanciva che Cosmari poteva annullare il concorso e lo abbiamo annullato. Nel nuovo regolamento di concorso, che sarà discusso alla prossima assemblea sarà richiesta la laurea in ingegneria con branche di specializzazione nel settore ambientale dei rifiuti, che avrà attenzione rispetto all’ingegneria tradizionale, un punteggio specifico sarà previsto per l’esperienza posseduta».

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Le macerie del sisma lavorate al Cosmari

MACERIE – Riguardo alle macerie del sisma, Pezzanesi stima che Cosmari deve incassare ancora 7-8 milioni di euro dalla Regione Marche, per i servizi resi: «Per le macerie abbiamo scritto alla Regione affinché si faccia promotrice della chiusura di questo rapporto, che si può terminare perché il Cosmari ha trattato le macerie pubbliche. Restano da raccogliere dei quantitativi di macerie pubbliche, ma l’accordo è scaduto. A Cosmari spettano i fondi per il servizio di raccolta macerie svolto, per il servizio di raccolta rifiuti Covid. Va considerato anche il piazzale del trattamento macerie, pieno di reperti importanti per le Soprintendenze, che hanno costi occupano un’area anche questo andrà definito, pensiamo a coloro che sono stati assunti per le macerie, nel pubblico ce ne sono ancora parecchie da ritirare, occorre qualcuno che prende il toro per le corna e decida. L’impianto ha una sua valenza, è pubblico la cosa più normale è farlo funzionare, visto che ci sono molte demolizioni da fare e ci sono problemi, quella struttura può dare grandi risposte, ma la decisione possono prenderla solo le autorità preposte». Pezzanesi sgombra il campo da qualsiasi problema di bilancio del Cosmari e traccia le linee guida per il futuro: «Il Cosmari ha i conti in ordine, ha delle partite di giro, delle poste di riscossione e pagamenti che deve effettuare, ma i bilanci sono in ordine, con le tariffe tra le più basse d’Italia, con la qualità del servizio altissima. Noi ci poniamo grandi risultati sotto il profilo ambientale, pur sapendo che le tariffe già sono tra le migliori in circolazioni, vogliamo vedere se con un il meccanismo premiante studiato per Castelraimondo, che è città pilota, in cui il rifiuto viene pesato, con tanta carta e plastica raccolta, migliorerà l’atteggiamento dei cittadini. Investiremo nella sicurezza, oggi il nuovo impianto rinato dalle ceneri dell’incendio del 2015 riconosce anche elementi non correttamente riciclati, permettendo un’ulteriore separazione dei rifiuti. Punteremo sul massimo coinvolgimento delle maestranze ed un rapporto ottimale con la popolazione, che più ricicla, più permette a Cosmari di vendere materiali e di avere ulteriori entrate. Il futuro è molto stimolante ed interessante, è sotto controllo, dobbiamo sentirci tutti proprietari del Cosmari, perché è una struttura pubblica che appartiene ai comuni, dobbiamo proteggerla da attacchi strumentali che rischiano di mettere in crisi questo apparato quasi perfetto, fondamentale per tenere pulite le nostre meravigliose colline».



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