La ricostruzione, dagli edifici all’anima:
il futuro secondo gli studenti Unimc

MACERATA - Gli studenti di Filosofia protagonisti del progetto che ha coinvolto a Falerone anche i laureandi del corso di Storia dell'architettura del Politecnico delle Marche
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Studenti Unimc a Falerone

 

Filosofi e ingegneri insieme per capire come ricostruire non solo gli edifici, ma l’anima di una comunità. Gli studenti di Filosofia dell’Università di Macerata si spostano a Falerone, in provincia di Fermo. Qui i laureandi del corso di Etica fondamentale di Carla Danani e Donatella Pagliacci hanno lavorato in stretta sinergia con i colleghi del corso Ingegneria edile e architettura dell’Università politecnica delle Marche, corso di Storia dell’architettura di Antonello Alici.

Il laboratorio fa parte del più ampio progetto ‘Vivere coi terremoti. Living with Earthquakes’, avviato dall’ateneo dorico in collaborazione con l’Università di Cambridge e che da quest’anno può contare anche sul contributo delle discipline umanistiche dell’Università di Macerata. A fine novembre con un convegno internazionale ad Ancona si è aperta una nuova fase, che ha portato al lavoro sul campo nel centro storico di Falerone. Al centro del laboratorio ci sono stati gli strumenti per il riconoscimento dei valori del patrimonio di questo piccolo centro collinare, duramente colpito dal sisma del 2016-2017 che ha accentuato il già avanzato processo di spopolamento. «Se il passato non può essere cambiato – spiegano i docenti -, questo non significa che non se ne possa interpretare il senso in modi nuovi, generativi. Si può mettere al lavoro la memoria, con fiducia nella capacità di immaginare insieme il futuro, collaborando con le popolazioni nella reinterpretazione di nuove possibilità». Dopo un excursus sulla storia del paese a cura dello storico Marco Armellini e un’analisi dei danni alle strutture guidata dal professor Francesco Clementi, gli studenti hanno avviato la loro ricognizione degli spazi pubblici della città per costruire una mappa di comunità. Il loro sguardo si è intrecciato con la memoria della comunità, chiamata a ripercorrere gli eventi ricorrenti della storia dei luoghi legati all’agricoltura e all’artigianato e a indicare sulla mappa i luoghi rappresentativi. Sono stati coinvolti bambini delle scuole, produttori agricoli, artigiani e associazioni culturali. I primi risultati dei lavori sono presentati oggi pomeriggio all’Università di Macerata alla presenza di cittadini e amministratori del Comune di Falerone.

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