E’ morto Lino Palanca
«Il più grande storico di Porto Recanati»

CORDOGLIO da parte del sindaco Michelini e dell'associazione Lo Specchio per lo studioso e giornalista che si è spento a 74 anni. Lascia la moglie Orietta e la figlia Mara. Il funerale sabato alle 11 nella chiesa di San Giovanni
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Lino Palanca

 

E’ morto Lino Palanca, professore, giornalista e studioso di Porto Recanati. Si è spento questa mattina a 74 anni. Le sue condizioni di salute, già precarie, si erano aggravate dopo l’estate tanto che si era reso necessario un ricovero. Dopo diversi giorni di ospedale, era anche tornato a casa, ma il suo fisico non ha retto a lungo. La notizia della sua morte si è subito diffusa a Porto Recanati dove è molto conosciuto e stimato. Palanca, laureato in Lingue nel 1972, era iscritto all’Ordine dei giornalisti. Ha insegnato per molti anni al Liceo Scientifico-Classico di Osimo. E’ stato direttore e collaboratore di  riviste a carattere storico e culturale con focus specifico sulla storia della Regione Marche, fra cui “Potentia – Archivi di Porto Recanati e dintorni”. Aveva curato anche la stesura di “Lengua Matre” vocabolario del dialetto portorecanatese. Era anche componente della Deputazione di Storia patria delle Marche, istituzione che lo aveva accolto proprio in ragione dei suoi molteplici e scrupolosi studi su vicende e personaggi delle Marche. Il riconoscimento ad un intellettuale che non ha mai mancato di scoprire e far conoscere capitoli della storia regionale, spesso sconosciuti anche a tanti “accademici”. Andrea Michelini, sindaco di Porto Recanati, è tra i primi a ricordarlo. Amici di lunga data, Palanca era stato anche il suo prof di francese alle Superiori, negli ultimi mesi avevano collaborato alla pubblicazione del libro Zumpì, scritto dal primo cittadino proprio con la prefazione del suo ex insegnante. «Questa mattina la nostra città si è svegliata con la notizia che mai avremmo voluto apprendere: ci ha lasciato il professor Lino Palanca. Lino è stato senza ombra di dubbio il più grande storico della nostra città. Ci lascia una persona di spessore e cultura uniche, un cultore e studioso del nostro dialetto e delle nostre origini. Autore di vari libri è stato da sempre un punto di riferimento intellettuale per la nostra cittadina di cui ha narrato storia, personaggi ed eventi. Oggi la nostra città perde una figura di riferimento, un uomo di gran spessore, una persona che le ha dedicato tempo e infinito amore. Nello stringersi intorno alla sua famiglia, a sua moglie Orietta e sua figlia Mara e ai suoi nipoti, salutiamo Lino con l’abbraccio della intera comunità portorecanatese che gli deve molto e che lo ringrazia per le preziose indelebili testimonianze che ci ha lasciato. Ciao Lino». Ironia della sorte, Palanca è morto nel giorno di Santa Cecilia, patrona della musica e della banda cittadina di Porto Recanati, banda che era al centro dell’ultimo lavoro che lo studioso stava completando.

Esprime profonda stima e gratitudine per lui anche l’associazione Lo Specchio: «Lino ha contribuito enormemente a diffondere la cultura e la storia di Porto Recanati, spendendosi senza mai risparmiarsi nella divulgazione di tutti quei fatti, fossero essi noti ai più o scorsi velocemente sotto ai nostri occhi, che hanno reso e rendono la cittadina rivierasca uno scrigno prezioso. In qualità di direttore della rivista Specchio Magazine, ha messo a servizio la sua grande professionalità non solo della carta stampata di cui era semplicemente faro, ma anche di tutti gli eventi collaterali ai quali non ha mai fatto mancare il suo contributo. Lino ha dato voce e testo ai ricordi di intere generazioni, aiutando tutti i collaboratori a fare altrettanto, riuscendo magistralmente ad essere guida sapiente e mai invasiva, profondamente rispettoso dei diversi saperi che si trovava ad orchestrare.
È stato un grande maestro per i collaboratori più giovani, che spronava a dare il proprio meglio, educandoli alla divulgazione come strumento a garanzia della democrazia. Ha corretto senza mai imporre, ha speso parole di incoraggiamento che resteranno nella memoria dei suoi interlocutori, più di ogni altra cosa è stato quella guida di cui le nuove generazioni hanno e avranno bisogno, perché sapeva appunto essere esempio e non sterile esercizio di stile. Mancherà profondamente ad ognuno di noi, resterà nei nostri ricordi, vivrà a guida delle nostre azioni».

Il funerale si svolgerà sabato alle 11 nella chiesa di San Giovanni.

(Redazione Cm)



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